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Le Charts della Settimana
Stregati dai big: Cattivissimo Me 3 & Dunkirk
Così diversi così magnetici i due film si sfidano nel box degli incassi
Riparte l’interesse del pubblico, performance e numeri attraverso il mondo

L’inizio della nuova stagione pone fine ai consueti chiuso per ferie e a presenze modeste nelle sale che nessun marketing attraverso gli anni ha mai potuto modificare. Come un rituale che sembra far parte di una tradizione immarcescibile il caldo estivo passa il testimone a giornate più fresche di solito meglio congeniali per la ripartenza del box office cinematografico. L’arrivo sugli schermi di Cattivissimi Me 3 e Dunkirk del resto sono stati un perfetto sincrono per attivare il trend confermando attraverso le cifre decisa tendenza al rialzo. L’animazione giunta al terzo episodio ha rappresentato il punto più alto della classifica fissando in 21 giorni € 15.515.000 e 2.400.000 spettatori. Per restare in tema,Minions,con stessi giorni di programma tra agosto e settembre 2015 ricavò € 20.177.000,alla fine dello sfruttamento in sala raggiunse € 23.434.198 e presenze a quota 3 milioni e mezzo. Cattivissimo Me 2 uscì a ottobre 2013 tracciando nei primi 21 giorni € 13.400.000 finendo per totalizzarne alla fine € 15.952.686. Pur non definendo numeri ben più alti che sono stati in altri paesi la sua norma,Cattivissimo Me 3 ha comunque ridonato la giusta linfa per il ritorno al cinema e a proposito di dati internazionali segnerà il maggior consenso dei mesi estivi a livello mondiale. L’incasso globale complessivo ammonta a 1 miliardo di dollari,superando di poco il secondo episodio del franchise,ma per comprendere nel dettaglio l’evoluzione del film apriamo una finestra su vari mercati. Negli Stati Uniti fisserà € 260.000.000 rimanendo al di sotto della performance 2013 di Cattivissimo Me 2 ($ 369.000.000) ma rientrando in Europa,Gru & Minions,sembrano più empatici con risultati da grafico al rialzo. Sopratutto dalla Francia giungono notizie superlative dove dall’inizio di luglio ha catalizzato l’interesse di 5.517.191 spettatori e in Germania nel medesimo lasso di tempo verrà visto da 4.414.000 persone. Spagna a gonfie vele per Cattivissimo Me 3 dove avrà la preferenza di 3.684.839 persone portando in dote un incasso pari a € 20.754.721,nel momento in cui questo score potrebbe essere molto importante per eventuali confronti,sguardi prospettici sul trend italiano della pellicola conoscendo la similitudine e l’omogeneità che a volte caratterizzano i due box office. Altrettanto ragguardevole il risultato nel Regno Unito che conferma di nuovo la simpatia verso personaggi ormai consolidati. Stabilisce un ammontare di £ 45.561.378 che lo porteranno subito ai vertici della classifica annuale sempre dominata da La Bella e La Bestia (£ 72.405.099). Anche se sarà detronizzato durante il mese di agosto da Dunkirk di Cristhopher Nolan,il quale nelle ultime settimane ha attirato i fari della ribalta guadagnando in breve la straordinaria cifra,per un film spiccatamente d’autore,nel preciso a £ 55.046.949 sterline. Quest’ultima produzione oltre essere il competitor più agguerrito di Cattivissimo Me 3,all’esordio in Italia fissava un’onorevole piazza d’onore (€ 2.967.755) che in una quindicina di giorni risulterà lievitata a € 6.700.000 catalizzati grazie a un milione di presenze. La somma dell’intero mercato internazionale ha raggiunto 494 milioni di dollari,ma al di là dello straordinario successo britannico vanta un eccellente impatto anche negli Usa scalato in 55 giorni ($ 183.000.000). Dunkirk miete consenso nel resto d’Europa con particolare forcing in Francia dove viene visto da 2.467.000 persone e altrettanto va considerato quello spagnolo con incasso pari a € 8.649.707 ovvero 1.364.510 biglietti venduti. Di luci e ombre l’andamento in Germania con 727.000 spettatori ottenuti dopo 7 settimane. Un feeling sicuramente molto timido,ma i tedeschi quando sono descritte sul grande schermo storie controverse che li riguardano in maniera più o meno determinata restano sempre ostili e permalosi.
15 settembre 2017
La Redazione
Cinema & Business
2016/17: Trionfa Disney, Italiani alla deriva
La stagione appena conclusa fa emergere ben quattro titoli del celebre brand
Cinema italiano fuori dalla Top, Media e crisi dal box office lezione di verità

La lettura,il confronto degli incassi e delle presenze al cinema possono sembrare un rito puramente statistico. Se osservati con predisposta attenzione hanno capacità di rivelare la consistenza dei flussi, tendenzialmente prossimi a decodifiche meno fredde molto congeniali a scoprire specifici gusti cinematografici,più in generale a fotografare le variabili dei fenomeni sociologici in un determinato periodo. La stagione 2016/17 compresa tra l’agosto di un anno fa e il luglio appena trascorso,che riassumeremo nei dati relativi ai primi dieci film,(quadro a lato) ha visto il dominio del marchio Disney con ben quattro titoli. Vince La Bella e La Bestia (€ 20.491.189) seguito dal cartoon,Alla Ricerca di Dory (€ 15.172.116) ma più degli interi ammontare parlano chiaro i numeri della biglietteria che assegnano al primatista live action 3.214.680 biglietti venduti e 2.406.517 corrispondenti al film d’animazione. I numeri del trionfo proseguono con l’apoteosi natalizia del medesimo brand,Oceania (€ 14.333.326) e dell’estivo blockbuster,Pirati dei Caraibi – La Vendetta di Salazar che ha guadagnato il 9° posto alla luce di € 12.404.872. Film italiani in forte regresso,anzi stanno andando in netta deriva lontani dalla top 10,solo Ficarra & Picone con L’Ora Legale e Alessandro Siani,Mister Felicità,fissano intorno a € 10.300.000 limitando i danni,ma è autentico disastro per tutti gli altri che sentono come non mai il distacco del pubblico. Troppe pellicole vengono prodotte per un mercato non più disposto ad assorbire storie mediocri e spettatori,ormai definibili nel solo target anziano,che non garantiscono lo zoccolo duro di un tempo. L’anno trascorso due film,Quo Vado? e Perfetti Sconosciuti,coprivano in un certo senso le tante idiosincrasie del cinema domestico però di stagione in stagione si vanno riducendo ineluttabilmente gli alibi. La passata se la riassumiamo nei dieci più visti vide un totale di 32 milioni di spettatori mentre quella che é terminata a luglio 2017 fissava a 22 milioni il risultato delle presenze. Come possiamo notare questo è un regresso macroscopico che pone svariati interrogativi,anche se per il vero nel 2016 il giudizio di fondo fu dopato grazie all’eccezionale performance del film di Zalone in completa antitesi con il trend di visione in sala degli italiani. Se per gioco facessimo la tara di quell’andamento,togliendo i 9 milioni di spettatori di Quo Vado?,avremmo comunque un disavanzo negativo nel confronto tra annate che non sposta di un millimetro la diagnosi sul delicato momento. Sono evidenti sintomi cronici che lasciano intravedere ancora lontana una ripresa sostenuta dello spettacolo cinematografico. Guardando le cifre dei film maggiormente gettonati notiamo come queste siano molto più basse in termini omogenei di spettatori rispetto a paesi dell’Europa simili all’Italia per numero di popolazione. Potrebbe essere un elemento importante da valutare in relazione alla fenomenologia della crisi economica. Il box office del cinema in quanto catalizzatore di una spesa,quella del tempo libero,soffre certamente più di altri settori contenuti nella fascia dei bisogni primari. Sicuramente indica con i numeri di incassi e presenze un valore concreto dell’economia reale,quindi può a buon diritto esercitare il ruolo di uno specchio che rilancia l’immagine di veritieri effetti ad orientamento complessivo. Al momento sembrerebbero prevalere segnali piuttosto statici che non indirizzano all’ottimismo. Tutto questo mentre un’attenta regia mediatica induce informazione e stampa mainstream a richiami virtuali sulla ripresa,notizie di tono fiducioso,di fatto vorrebbero mettere alle spalle in un attimo gli anni di crisi profonda che abbiamo vissuto. Il cinema però,pure in questo frangente circostanziato,dimostra spirito votato alla verità autentica che non sa tradire e mentire.