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Le Charts della Settimana
Bohemian Rhapsody: Box Office da Queen
Presto in Italia, intanto il film sul gruppo rock sbanca nei cinema del mondo
Novembre è il mese del loro mito, arrivano le cifre di un trionfo annunciato

Bohemian Rhapsody: Il poster del film
Bohemian Rhapsody: Il poster del film
La serata di gala svoltasi il 23 ottobre ha segnato il debutto ufficiale di uno dei film più attesi della stagione cinematografica. Bohemian Rhapsody,il nuovo lavoro di Bryan Singer (I Soliti Sospetti, X-Men),è la cronologia con ogni timbrica umana e sound che va a rappresentare i Queen durante gli anni sfavillanti,controversi del gruppo più amato dopo i Beatles. Bohemian Rhapsody è il brano che ha dato il successo definitivo a Freddy Mercury & Co,il pezzo ancor oggi più ammirato nelle poliedriche sonorità delle loro performance. Proprio a novembre si celebra lo storico anniversario della canzone,pubblicata nell’album A Night at the Opera,che uscì all’inizio di quel mese nel 1975. Il vero trionfo dei Queen cominciò qualche settimana dopo quando Bbc1,nel prime time della vigilia di Natale,mandò in onda il live tv di un memorabile concerto all’Odeon Hammersmith di Londra,dove Bohemian Rhapsody fu eseguita per la prima volta davanti al pubblico. Così novembre per magica ricorrenza dal sapore cabalista fa vivere di nuovo i suoi giorni nel nome di quel titolo,stavolta è la celebrazione di un mito che tuttora non sembra appannarsi. La vita,la voce di Freddy e il vigore rivoluzionario dei Queen sembrano una parabola contemporanea che viene confermata dai numeri eccellenti riscossi dalla pellicola in giro per il mondo fin dai primi giorni. In Italia arriverà nell’ultimo weekend del mese,ma il dibattito e le cifre che stanno montando a livello internazionale saranno con ogni probabilità incentivo per dare anche nella penisola la giusta scossa a una stagione cinematografica ancora sotto tono. E’ stato presentato alla Wembley Arena,accanto al mitico stadio che vide protagonista il gruppo nel Live Aid 1985,un contest rappresentativo della massima importanza anche nel film. La prima britannica sfodera dati quanto mai significativi per la produzione targata 20th Century Fox. Dal 24 ottobre viene proiettato in 659 schermi del Regno Unito raggiungendo durante i primi cinque giorni quota 9.530.463 sterline che in presenze fissano una media per cinema di quasi 1800 ingressi. L’inizio di novembre porta il totale a £ 20.427.866,conservando largamente la vetta,continuando a mantenere un’alta media schermo che si stabilizza a 1000 biglietti per sala. L’opening negli Usa ha tutti i numeri del grande evento che tradotti in somme aritmetiche fanno 51.061.119 dollari. Visti con il gioco espansivo delle poltrone vogliono dire 1500 spettatori di media nel weekend,e qualche giorno dopo raggiungerà un complessivo a 77.625.548  dollari. La Francia conferma questa piena ascendente di Bohemian Rhapsody che rompe gli argini della classifica transalpina ergendosi in testa con più di un milione di presenze al primo round (1.077.661). Qui se guardiamo l’affluenza nei cinema il successo pare ancora più travolgente,reso possibile da 2130 spettatori per ogni schermo,mentre a Parigi le file per le 70 sale che lo proiettano valgono per ciascuna addirittura 3000 biglietti venduti. Inizio novembrino con altrettanti favorevoli auspici arriva dalla Germania che offre alla pellicola un benefit di 500.000 biglietti staccati ma ancor meglio riuscirà a fare in Spagna. I Queen in pellicola (Imax) sono preferiti da 691.328 spagnoli che finiranno per aggregare un incasso di € 4.499.102,replicando una media sala molto tonica di 1500 ingressi. Il dato iberico è importante in prospettiva italiana perché l’andamento potrebbe rivelare similitudini attitudinali,quasi omogenee,che spesso si concretizzano. Prima posizione anche in Russia con 911.000 presenze in tre giorni ripartite in oltre 1000 cinema del paese. Al termine della prima settimana di novembre,Bohemian Rhapsody,è presente in 45 paesi del mondo,riservandosi un incasso che supera 190 milioni di dollari. Il film con un budget stimato a 52 milioni attraverso queste cifre del primo impatto avrebbe già raggiunto le credenziali di ottimi ricavi economici.
11 novembre 2018
La Redazione
Cinema & Business
L’aumento delle presenze passa per il reddito di cittadinanza?
La povertà diffusa fa diminuire la vendita dei biglietti al cinema
Il provvedimento sarebbe un’opportunità per invertire la tendenza

Più spettatori al cinema col reddito di cittadinanza?
Più spettatori al cinema col reddito di cittadinanza?
I numeri che giungono dal box office dicono che le presenze al cinema stanno battendo fiacca come non mai. I dati monitorati dai mercati cinematografici forniscono in spettatori e incassi risultanze reali e sono la lettura minuziosa di un fenomeno economico,culturale fondamentale come quello del cinema. Questa disciplina statistica propone flussi specifici in maniera molto più veritiera di tante altre branche d’indagine. Le quali si autodefiniscono specchi di presunte tendenzialità e di comportamenti sociali ma radicano un vizio d’origine per l’uso spesso vago e strettamente opportunista al solo servizio di chi le commissiona. Invece i box office attraverso semplicità di lavoro che giornalmente usa sommare i biglietti venduti dai vari film offrono una panoramica oggettiva del settore come nessun’altra fonte sarebbe in grado. Sono tra le poche rilevazioni di mercato a detenere una prospettica aderente al settore senza aggiunte disomogenee e di discutibile utilizzo rinviando a potenzialità interdisciplinari di valutazione molto ampia. Gli usi approfonditi derivanti da scrupolose interpretazioni delle cifre reali,oltre gli stretti legami tra soldi e investimenti,aprono a letture ben più complesse. Il quadro dei numeri settimanali e mensili,stabilizza nei dodici mesi grafici di movimento della società che disegnano un impatto quasi referendario intorno a mirate scelte di campo e al loro consequenziale impiego di spesa corrente. Vedere un film al cinema sta diventando un lusso per pochi,così dicono i box office messi a confronto. Il fenomeno al ribasso è il prodotto di una lunga crisi economica che vede nelle sale cinematografiche la punta di un iceberg,del resto come tutti i settori cosiddetti del tempo libero compresi tra balli,concerti e sport. Se l’anno passato la biglietteria delle sale contava un complessivo rilevato intorno a 90 milioni d’ingressi,il 2018 si sta avviando verso numeri ancora inferiori. La povertà in aumento diviene un’allerta da non sottovalutare,la crisi continua a mordere e difatti l’Italia è il paese dove si va al cinema meno che altrove. Nella penisola si evidenzia una sofferenza che penalizza maggiormente rispetto al resto d’Europa,sebbene nessuna statistica ufficiale abbia il coraggio di affermarlo con schietta fermezza. In prospettiva vediamo l’ottima opportunità suggerita dal reddito di cittadinanza che potrebbe riversare sull’economia quotidiana del paese un pragmatico,effetto benefico. Sorprende,perché per la prima volta dalla fine della seconda guerra mondiale,un esecutivo italiano non aveva mai messo in opera un provvedimento diretto a favore delle popolazioni,giovani in primis,senza più quella palese corsia preferenziale di elargizione pubblica assegnata generalmente a lobby ed élite economiche. Il programma di assegno mensile rappresenta un passo in avanti per rimettere in moto il ciclo virtuoso e possiede indubbie capacità per ossigenare l’intera filiera di un paese. Per tal motivo potrebbe riaccendere una crescita della quale anche i settori dell’esercizio cinematografico ne gioverebbero come una cura miracolosa. Se ciascuno degli aventi diritto dopo le spese primarie disponendo di qualche soldo in più acquistasse un biglietto per un film,concerto o comprasse un libro,farebbe ritrovare a se stesso e alle radici della cultura un margine assai positivo rendendo merito al matrimonio tra finanziamenti e istruzione. Al cinema basterebbe che ciascuno dei beneficiari andasse due,tre volte in più durante un’annata per ritrovare sul box office un cospicuo aumento di molti milioni di biglietti. Rappresenta un circolo che parte dal basso con probabili risultati di straordinaria efficacia sull’immediato facendo ritrovare slancio a consumi e aggregazione sociale. Chi s’interessa di cinema a tutto campo non può che assecondare senza riserve il progetto in gestazione con buona pace degli ostili condizionati purtroppo da pregiudizio,ignoranza e assurdo egoismo.