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Le due facce della ripartenza al cinema
Poche sale,vecchi film e timori non riportano molti spettatori alle proiezioni
In Francia al contrario il dopo emergenza sta presentando numeri lusinghieri

La corsa in salita è quella che si sta determinando per i cinema nella terza fase dell’emergenza sanitaria. Regolamenti assai più rigorosi che in altri settori,rendono difficile e dispendioso per gli esercenti approntare la ripartenza e per effetto domino le case di distribuzione restano perplesse nel lanciare pellicole anche di medio target. C’è verità sacrosanta quando qualcuno afferma che questo comparto risulta il più penalizzato di tutti,dopo quattro mesi e mezzo resta praticamente il fermo,accresciuto da una sottovalutazione estrema delle problematiche. Le istituzioni sembrano più contigue alle esigenze di altri rami dell’economia e i media affrontano il caso con splendida approssimazione facendo risaltare risposte inadeguate con modo assolutamente vergognoso. Il pubblico dovrebbe ritrovare fiducia non smarrimento continuo ma le presenze in aumento,seppur minimo,potrebbero rimettere il cammino nella giusta strada. Occupandoci di questi flussi andiamo a osservare come gli spettatori stiano determinando una relativa positività in un quadro tuttora di non facile gestione. La riapertura degli schermi avvenuta il 15 Giugno ha subito visto concentrati nei primi dieci film un totale di 13600 persone spalmate sull’arco di sette giorni. La settimana successiva si presentava una biglietteria pari a +2300 unità,nella seguente ancora verrà conquistato un gradino equivalente a +1900,ma balza agli occhi il marcato e sostanziale aumento ottenuto nell’ultima,dal 6 al 12 Luglio,quando la somma degli spettatori sale a 29000. Il dato lievita considerevolmente grazie a due film che insieme aggregano 11000 biglietti,sono Jojo Rabbit (6000) e Favolacce (5000). Il primo in programma soltanto per quattro giorni realizza una media considerevole nei quaranta schermi uguale a 150 presenze ciascuno,l’altro durante tutta la settimana a parità di sale ne porta in dote 125. La caratteristica del weekend fa risaltare pellicole della stagione interrotta,film già in presenza sulle reti on demand ma nessuna novità schiettamente tale. Sul fronte del parco cinema le sale che,usando un eufemismo,sono state al centro del maggior business risultano 400. Troppo poche,ma il numero appena segnato sarà il punto di partenza per farcì osservare una singolare,differente realtà di ripartenza dei cinema oltre confine. Saranno oltre quattrocento (474) gli schermi che pianificano in Francia l’uscita di un solo film lanciato da un big della distribuzione quale Gaumont. La commedia,Tout Simplement Noir,diviene leader della classifica transalpina con 255.000 biglietti stabilendo una media per schermo di 540 presenze. Sembra il risultato di una normale settimana durante l’anno ma questo sarà il miglior dato internazionale che abbiamo nel dopo Coronavirus. Il territorio francese è stato funestato dall’epidemia con numeri simili all’Italia,eppure la riapertura che ha preso forma 3 settimane fa presenta palpabile il coraggioso esempio di volere voltar pagina. La voglia di scrollarsi paure e diffidenze trova un pubblico attivo che riavvia la sua passione preferita pur seguendo precauzioni,ma probabilmente trova compimento il forcing di una mentalità diversa. Al momento la quasi totalità dei soggetti in campo risulta presente. Se ci limitiamo alla Top Dieci gli schermi accesi sono 5200 e negli ultimi sette giorni dall’8 al 15 Luglio gli spettatori totalizzano 700.000 biglietti venduti a fronte di 14 pellicole nuove uscite dalla riapertura. Il cinema a Parigi troverà degna dimora,Tout Simplement Noir,segnerà nella capitale 81000 presenze (1100 di media x schermo),come dire che ciascuna sala giornalmente conterà per il simpatico film 160 poltrone occupate.
18 luglio 2020