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Il Meglio e il Peggio del Mese
IL COLPEVOLE -The Guilty- di Gustav Möller
Sceneggiatura di Gustav Möller, Emil Nygaard Albertsen

Con Jakob Cedergren,Jessica Dinnage,Omar Shargawi

La classificazione dei linguaggi mediatici e uno studio riflesso sugli effetti che questi hanno sulle persone mettono in risalto il fattore comunicativo della voce quale primario veicolo di coinvolgimento della parte emotiva. Per tale apporto si apre un contributo d’immaginario che sarebbe molto superiore per mettere in azione meccanismo di connessione e pertinente fantasia della personalità rispetto a quello offerto dalla visione diretta di uno scenario. Il principio permette di avere una fondamentale differenza tra radio e televisione che vengono rappresentate in un’accezione scientifica molto significativa. La prima esprime nel predominio di suoni e voci una fase suggestiva che apre all’identificazione e all’ordinamento di genere catalogandola come media caldo. L’altra nel riconoscere il primato dell’immagine quale propria saliente caratteristica rivela un più basso coefficiente di adesione sensoriale,facendo insorgere un effetto di resa mediatica che quantifica una reazione sostanzialmente fredda. Partendo da questo paradigma il ruolo assunto dalle voci può perciò determinare una fisionomia di assoluta parità funzionale ad ogni forma di visionaria costruzione assimilabile nelle varianti di un racconto cinematografico. Quelle possedendo in tal modo una duttile malleabilità di controllo,potremo inserirle nei canoni e nelle tipicità di una trama arricchendola di dinamicità senza mostrare lacune di svolgimento. Allora avremo ottenuto un mezzo congegnato ad arte che aumenta notevolmente il tasso di fantasia e implicazioni nel film. Non solo teorie,ma tutto questo deriva dal condensato pragmatico estratto dalla storia piena di autenticità del regista danese. In questo lungometraggio d’esordio Gustav Möller mostra una vena creativa meritevole di conoscenza ben al di fuori dell’accademismo di festival e kermesse. Il soggetto e le compenetranti ritmiche gestite con l’uso vocale divengono un'esplosione narrativa accesa da situazioni oscure,dubbi,e adrenalina montante sorta da incredibili fatti criminali,mettendo a punto una prosa stilistica diversa e propedeutica nel condurre le logiche di una pellicola polar a tutti gli effetti. Sotto svariate analogie ricorda,Locke di Steven Knight con Tom Hardy,dove al telefono dentro un auto si giostravano sorprendenti intrecci. Nella vicenda di Möller si parte da una base addirittura più statica rappresentata dal centro di chiamate per soccorso della locale polizia però ben presto ci accorgeremo della rapidità prospettica degli eventi. Le richieste sono continue e contemplano le più ampie casistiche anche di gravità estrema,al momento,Asger,sta svolgendo il lavoro e lo fa con fatica dopo aver trascorso un periodo burrascoso nel servizio di pattuglia stradale. Riceve telefonata da una donna che dichiara essere stata rapita da un uomo,il tutto probabilmente in simultanea con la circostanza stessa. La prassi in casi del genere prevede un determinato protocollo ma lui coordina conversazioni e ricerche attraverso dati incrociati che conducono molto più in là anche in senso logistico,eppure l’inquadratura della macchina da presa resta sempre sull’uomo,le cuffie e la stanza dei bottoni. Voci al telefono portano la mente degli spettatori fuori e intorno alla ricerca,tuttavia la storia per magistrale input non va in stand by diventando centro di snodo che conduce verso ambigue consapevolezze. Quali lati del poliziotto s’intersecano con familiarità psicologica dentro una vicenda così lontana vissuta da protagonisti a lui sconosciuti solo pochi attimi prima ? Nel dilatarsi della storia scopriremo come le parole non diventeranno mai ostaggio di ipotetici,fiacchi dialoghi e ancor meglio che gli spicchi di verità spesso acquisiscono il fittizio significato di relativismo. Non sarà mai la somma di tutti questi a determinare uno spaccato di verità cristallina. Raggiungerà il quantum dei migliori noir visti nelle ultime stagioni che stupirà per inventiva. Vogliamo raccomandare la pellicola,per la sua struttura e per le derivazioni di linguaggio che riesce a fornire quale formidabile oggetto di studio nelle scuole di cinema.