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Il Meglio e il Peggio del Mese
CAPRI-REVOLUTION di Mario Martone
Sceneggiatura di Mario Martone,Ippolita Di Majo

Con Marianna Fontana,Reinout Scholten van Aschat,Antonio Folletto,Jenna Thiam

Sedimentazione e osmosi naturale sono la coltre di un seme apparentemente insignificante che in segreto dall’humus fertile senza troppo apparire ha trasformato in bosco,forse una foresta con proprio habitat e un futuro ancora promettente. Il terreno dove ha avuto luogo la scintilla si trova nell’isola di Capri,ma questa specie di processo evolutivo in stile darwiniano non riguarda millenari processi di cambiamenti che si adagiano allargandosi all’osmosi e all’infiltrazione con la biologia locale. L’isola con la sua coltre di natura particolare è chiamata in causa per qualcosa che appartiene all’uomo,in special modo quando gruppi autonomi vogliono sperimentare e rivelare nel silenzioso grembo dell’ambiente i fermenti dell’anima. Così Capri diviene il teatro della metamorfosi permettendo a molti individualità giunte da lontano la tranquillità di trovare tra rocce scoscese e arbusti secolari una qualsivoglia forma estatica,che desse alle loro coscienze dionisiache la vitalità di realizzare fermenti e utopie. Non fiaba o astratta figurazione di un antesignano turismo d’elite,questa è una storia vera,senza dubbio fatta dimenticare negli annali ufficiali. Un certo numero di persone arrivarono dall’Europa del nord,dove idee innovative e fin molto rivoluzionarie stavano circolando negli strati di giovani intellettuali,s’insediarono accanto agli abitanti del posto. Martone fissa quest’evento nel 1914,nel momento in cui la guerra stava avendo il sopravvento,creando maggior contrasto culturale tra gli abitanti e questi ospiti radicalmente all’opposto delle tendenze dominanti. Il palcoscenico Caprese verrà scelto da costoro perché offriva la più completa e profonda dimestichezza con l’intangibilità dell’habitat mostrandogli l’appagante desiderio di entrare in simbiosi con l’origine naturale. Un passo ancestrale che li accosterà a quella formula di paganesimo nella cui costruzione si andrà a riscrivere con tante sembianze il percorso della spiritualità. Abnegazione ed esercizio motiveranno espressioni purificatrici all’esterno che si scoprono liberando energie positive. In tal maniera nasce un cammino di equilibrio che si esplica con virtù esemplari attraverso,musica,danza,letteratura,pittura,sensualità. Possiamo comprendere,seppur a segmenti,quanto siano stati pionieri di movimenti e fenomenologie che avranno grande presa mezzo secolo dopo. Liberi pensatori e Hippy ante litteram che costruiscono nella pratica un sentiero importante. D’inverso la terra quale radice incrollabile,come l’altra faccia della stessa moneta stabilisce la linea della tradizione più pietrificata che non concede nulla alla novità. L’isola custodisce la dimora della più antica pastorizia e la piccola borghesia del luogo non favorisce certo contaminazioni moderniste. La pastorella Lucia dedita al pascolo di capre rappresenta l’esistenza secolarizzata,predestinata alla volontà altrui,eppure messa in subbuglio dalle strane presenze,con l’espressività diretta di quegli slanci giovanili subirà come una folgorazione. Fa amicizia con alcuni,comprendendo che una tenacia mai provata sta autodeterminandosi,comprovando in lei la timida saggezza di nuove scelte consapevoli. Il film cerca una definizione naturalista a partire dalla recitazione quando l’esigenza di promiscuo multilinguismo porta personaggi di varia provenienza ad intrecciarsi. Perciò non saranno sottotitolati inglese e sloveno,tra gli altri idiomi,ma anche la stretta pronuncia dello slang in voga a Capri. Martone protegge l’isola vedendo nei suoi elementi una specificità da evidenziare trovando in essi la base di un particolare palcoscenico teatrale che mescoli discipline,accenti e diversità. Si nota la ricerca al limite dello sperimentalismo che rimanda alle piéce d’avanguardia,ma è una forma di linguaggio fluida senza mettere a disagio chi vuole l’esigenza cinematografica. Certamente è interessante il processo che fa circolare le tracce dalle quali possiamo comprendere il moto legato all’ispirazione,un aspetto ancor migliore della riscoperta storicizzante dell’avvenimento. Per Mario Martone questo appare una riabilitazione sofferta e sincera,dopo aver provato con banali tentativi la fonte della poesia di Leopardi. Sembrano trascorsi anni luce dal Giovane Favoloso,fortunato polpettone nazional popolare,degno delle migliori rappresentazioni retoriche da regime.