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APRILE 2019
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Il Meglio e il Peggio del Mese
NOI di Jordan Peele
Sceneggiatura di Jordan Peele

Con Lupita Nyong'o,Winston Duke,Elisabeth Moss,Tim Heidecker

Una giornata al Luna Park diventa per una ragazzina qualcosa di conturbante che trasforma il divertimento in un trauma indefinibile. Allontanarsi dai genitori per una passeggiata fuori programma e l’improvviso,forte temporale la conducono a ripararsi nel classico tunnel dell’orrore. Qui non scattano gli effetti meccanici della paura a orologeria bensì una strana dilatazione della realtà tra specchi deformanti e l’imprevista riflessa, sembianza della propria immagine che pare avere autonomo movimento. Una gemella della fanciulla spunta come una folgorazione con tutta l’inquietudine che emana intorno a quel risvolto d’identità riflessa. Lascia trasparire la minaccia di un qualcosa fino allora mai immaginato. Durante i quindici minuti in quel labirinto capirà nella percezione adolescenziale che il gioco dello spavento non è il soffio gentile di una sera d’intrattenimento ma il presagio indefinibile,un seme d’angoscia riscoperto soltanto anni dopo quando con la sua famiglia vivrà incredibili momenti di vita. Jordan Peele torna dopo,Get Out – Scappa,con un’opera matura che prosegue la lucida capacità narrativa di saper visualizzare,rendere palpabili i dilemmi nascosti dell’intera società americana (e non solo).L’autore regista riesce a districarsi con grande forza intellettuale e filologica aderenza nei significanti. Ottiene una mescola stilistica che raggiunge alto spessore ipnotico e incalzante energia visiva quando la discesa nel profondo dei protagonisti sa intercettare l’emotività latente. Aprirà in ogni spettatore quelle zone d’ombra così occultate e mai discusse specchiandosi nei propri demoni con vero criterio di dignità. Giunto al secondo film dopo lunga gavetta nel mondo delle serie tv,Jordan Peele sembra trovare nell’apoteosi del grande schermo l’idonea e spesso rara attitudine che appartiene agli autori per eccellenza. Il linguaggio del cinema lo ha studiato con abnegazione mettendo in pratica un ottimo senso costruttivo che consente di sovrapporre,riadattare e sublimare i generi. Nella fase di scrittura contempla una larghezza idealistica con profondità descrittive che si bilanciano proporzionalmente alla rotazione d’insieme suggerita dalle sequenze. Questo permetterà al successivo lavoro di messa in scena una plastica modularità dell’intera pellicola che potrà giovarsi di un equilibrio di forte ascendenza comunicativa. Si attiene per adesione disciplinare all’horror ma tende a differenziare gli obiettivi con una linfa molto personale. Pone interrogativi,domande irrisolte che modulano decifrature nate dalle più influenti basi filosofiche,nella sua catarsi del male rivelerà un ancor più potente radice di natura politica. Sotto l’aspetto squisitamente espressivo il modo dinamico con il quale riprende il genere ricorda la medesima compulsiva,montante ossessione figurativa che Kubrick seppe catalizzare in Shining. Noi,ancor più della precedente opera di Peele,stigmatizza i costumi e lo spirito tenebroso dell’America recente votata al conformismo e al claustrofobico,nichilista rinchiudersi nei consumi e nel privato a sagoma di nuova schiavitù. Oppone alla dilagante indifferenza l’apologo dell’inferno che si abbatte sugli uomini come fosse un ribaltamento del proprio agire. E’ una circostanziata causalità di derivazione biblica che attraverso matura perspicacia cinematografica si abbatte sulla vicenda divenendo l’epicentro di tremenda distruzione esistenziale. Ritorna il mistero della maschera impalpabile,la faccia mostruosa sommersa d’ipocrita filo nero che ora si tinge di duplicità per fare i conti insospesi con se stessi. Le doppie identità anche grottesche che stanno rinchiuse nelle gallerie più recondite e nelle stanze sotterranee più segrete pronte a riemergere come affamati non viventi per vendicarsi sull’altro io impunito. Il peccato originale diviene tema ricorrente che sta a cuore alle corde del regista,la parafrasi del castigo supremo da cui stavolta nessuno pare poter scappare.