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SETTEMBRE 2017
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Il Meglio e il Peggio del Mese
DUNKIRK di Christopher Nolan
Sceneggiatura di Christopher Nolan

Con Fionn Whitehead,Mark Rylance,Tom Hardy,Kenneth Branagh

Le parole di Winston Churchill estratte da un giornale mentre soldati si avvicinano a casa dopo essere scampati all’incubo di Dunkirk,non contengono giustificazione o segno di retorica ma riflettono lo stato d’animo dell’intero paese in un momento di assoluta confusione. Quel sospiro di sollievo che si percepisce tra le righe quando shock e paura hanno azzannato da vicino le coscienze dei militari e del popolo non dovrà trarre in inganno,perché la disfatta nel caso specifico divenne un’esperienza dal corso imprevedibile. L’evacuazione di Dunkirk portò dietro tutti i canoni e le conseguenze simili di una sconfitta significando per i britannici mettersi a diretto contatto con il terrore,l’infernale natura di un nemico che da anni minava alle basi di una civiltà e voleva a tutti i costi l’attacco decisivo,ma quel capitolo negativo del 1940 cambiò molto probabilmente il modo stesso di pensare della gente lasciandosi alle spalle il fardello mentale da vittime predestinate. Churchill intuì quanto fosse stato importante sopravvivere e aver conosciuto il confine infinitesimale tra la vita e la morte che andò a trasformarsi in un anticorpo straordinario per ribaltare gli eventi del futuro. Senza dubbio il peso della fiducia e dell’ottimismo resero un servizio magistrale per spronare a capire fino in fondo che la libertà non era chimera e si poteva davvero cambiare la storia. L’Inghilterra si rialzò,l’intero popolo contraddistinse fino in fondo coriacee radici dimostrando coraggio,sopportando e reagendo dignitosamente ai bombardamenti e alla vita agra come fossero principio di autentica invulnerabilità. Il capitolo ha avuto nel tempo un influsso smisurato nonché traumatico perché la prova fu un salto nell’abisso senza eguali,l’eco di quei giorni lo ritroveremo anche in altri lavori cinematografici inglesi odierni. Come una sedimentazione annidata e sempre profonda,in sonno,nel vertigo di un paese,Nolan rilegge con la propria inclinazione questo tragico segmento descrivendo la calata all’inferno,il cui disegno cinematografico prenderà forma nella definizione sensoriale dell’incubo. La capacità drammatica della storia non si ricollega a standard classici delle sceneggiature belliche ma apre a dinamiche visibilmente,sottilmente d’ispirazione metafisica che sono la principale spinta motrice di questo contatto improbo tra uomo e paure,fuga e condivisione,esistenza e destino,implementando una personalissima forma drammaturgica dal contagio fortemente impressionista. Sono importanti gli aspetti impercettibili che la materia e il circostante vincolano su uomini e giornate di guerra andando oltre l’involucro e l’ingombro prospettico dei fatti. Rimarranno fondamentali clima,luci e ombre del mutare giornaliero che generano da quelle infinite sfumature,tonalità stati d’animo permeanti della precarietà del momento. Stress e desiderio esistenziale si rincorrono,combattendo la più infida delle battaglie interiori mentre i piani del nemico sono insondabili,astrattamente imprevedibili al pari della sua faccia che non vedremo mai se non in un’inquadratura verso la fine. La capacità psicofisica di elaborare energie negative dall’evento accende la metamorfosi più insperata dell’uomo che nella sfida del fato riadatta uno status interiore con abnegazione verso nuova sofferta condizione del vivere. Dal punto di vista comunicativo hanno forte resa l’evidenza di suoni e rumori,anche nei mezzi toni,che divengono impareggiabili medium espressivi al pari delle immagini per portare lo spettatore al centro del terrificante trip al fine di rendere suo percettivamente lo stesso coinvolgimento emotivo,straziato dei protagonisti. La tecnologia Imax,per chi lo ha visto in questa versione,detta in profondità suggestioni,ossessioni,amplificando quanto metabolizzando le artistiche deduzioni all’interno della tragedia individuale e collettiva. I film di Nolan sono un continuo scrutare nelle parti più irrazionali dove estasi o tormento fissano altre realtà molto basilari,hanno il crisma di intrusioni psicanalitiche che scoprono arcani,provocano interrogativi sui tragitti degli uomini. La rivisitazione di una pagina storica ha permesso di capovolgere e rinnovare un genere spiazzando le teorie dell’impatto frontale attraverso diversa concezione estetica. Stile e angolazione impressiva offrono una differente e lucida visione degli spazi interiori che deflagrano,estrapolano l’horror dell’esistenza per riabilitare l’uomo alla luce.