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APRILE 2018
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Il Meglio e il Peggio del Mese
TONYA di Craig Gillespie
Sceneggiatura di Steven Rogers

Con Margot Robbie,Sebastian Stan,Allison Janney,Paul Walter Hauser

Tutti i film di un certo livello hanno per esigenza l’approdo alla verità,possa essere questa un attributo etico di largo respiro che sorregge la validità di un impianto teorico,oppure il più lampante esempio di autentica percezione manifestato dalla chimica di un racconto. D’inverso la ricerca della verità cristallina per raccontare la storia di Tonya Harding,ottima pattinatrice su ghiaccio dei primi anni novanta,attraverso l’intercalare di molti personaggi che l’hanno circondata tra familiari e affinità malevoli fino all’esplosione di un losco affare di olimpica ambiguità,sarebbe un perfetto brancolare nel buio. Con equazione dal significato meglio esigibile e dal taglio più stringentemente identificativo la sceneggiatura riallaccia frammenti sparsi,guarda alle tante verità relative della vicenda fino alle meschinità grottesche labilmente encomiabili. Si pone in sintonia con le logiche private e con i cunicoli obbligati dai quali si dipana la formazione di Tonya individuando la personale foga che la sorregge. Mostra interesse quasi folgorato che si contempla nella danza d’indefinibili relativismi compiuti da ognuno degli altri personaggi trovando un centro motore di assoluta definizione cinematografica. Le cronache mediatiche di allora risaltarono nella rivalità tra la Harding e l’altra pattinatrice,Nancy Kerrigan,la tremenda aggressione fisica subita da quest’ultima di cui fu imputata come mandante la stessa Tonya. L’episodio nella vera dinamica rimane ancor oggi nebuloso e privo di effettive certezze,ma l’occasione diventa per la pellicola tema di originalità presentando una ricostruzione allargata che analizza l’acume cinico o la stolta risolutezza dei soggetti in campo. Da qualunque angolo la si osservi illustra l’indecoroso gioco al massacro,la follia partecipativa rendendo un ritratto profondo della società e del microcosmo partendo dalla condizione innata,naturalista,che scaturisce mentre si smuovono i caratteri dell’ambiente. Tonya fin da piccola esprimeva talento e gusto per la specialità skating,come se la pista glaciale fosse un avversario da sferzare,dominare con calore a riequilibrio del freddo,un po’crudele contesto. Il suo rapporto con la madre fu a dir poco distruttivo considerata quella figura di matrigna padrona,violenta che la soggiogherà sia nello spronarla che nel deprimerla. L’ambivalenza suggella in maggioranza negatività,ma forse paura e coraggio si uniranno forgiando un’energia complementare unica nel condurla ad eseguire l’apoteosi per eccellenza di questa disciplina,Triplo Axel,mirabile salto di esercizio, dove dote e stile s’innalzano magistrali oltrepassando la barriera del pericolo. Quando il codazzo profittatore che la circondava avrà prevalenza tutto sfugge di mano alla valente Tonya,una specie di velleitario complotto da provincia sancisce forzatamente il tramonto di potenziale star. La ragazza oltretutto nel proprio appeal anticonformista non rappresentava affatto i canoni convenzionali di questo sport dove le sue eroine incarnano movenze e tipicità da famiglia tradizionale. Il film sottolineerà la divergenza,discrepanza culturale che divenne silenziosamente attiva da parte dei media quando arrivò il momento di stabilire preferenze d’immagine. La Harding non nasceva certo in un classico alveo familiare,la scelta del sangue sudore,amarezza,quale interpretazione alternativa delle leggi del successo sarà un tema ricorrente. La storia umana ribalta certe convenzioni narrative,surriscaldando gli standard del melò e inzuppando di fango le vie del dramma. Quando infine prende quota la surreale,vanesia posizione dei poveri mentecatti che Tonya accettò per amore o conveniente catastrofica inerzia,la commedia nera corrode a ritmo perspicace rimandando per impressione a qualche sprazzo dei Fratelli Coen e al visionario cronachismo alla Ettore Scola (Dramma della Gelosia). Tuttavia nulla avrebbe assunto rilevanza eccellente se ciascuno degli interpreti non avesse espresso un superbo indirizzo emotivo. Provando a vederlo in lingua originale condurrà a una profonda immersione nelle sottigliezze del cinema.