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Il caso francese scuote il mondo del cinema
Il crollo degli spettatori in Francia dopo una ripartenza molto buona
L’obbligo del Pass per entrare nelle sale porta un disastroso weekend

La passione dei francesi per il cinema a dura prova
La passione dei francesi per il cinema a dura prova
La riapertura dei cinema in Francia avvenuta il 19 maggio dopo un triste autunno inverno senza film ha registrato da subito un insperato desiderio di tornare al grande schermo. I francesi non si sono fatti attendere,e memori di rappresentare il paese che insieme al Regno Unito stabilisce il miglior feeling di pubblico con le sale cinematografiche si sono presentati puntuali e numerosi ai botteghini. L’arrivo di giugno ha poi conciso con l’uscita di pellicole di grande impatto come The Conjuring 3 che raggiungerà 1.879.377 ingressi,Crudelia (1.366.861) e Black Widow (1.479.510) rappresentando le punte di un mercato segnato da oltre 23 milioni di presenze. Un lusinghiero momento che seppur non confrontabile con l’andamento massimo fino al 2020 di settimana in settimana ha mostrato una compatta spinta prospettica. Il mese di luglio ha alzato ancora il tiro e nei primi sette giorni la somma degli spettatori si elevava a 4 milioni di biglietti, fino al periodo 14 – 20 luglio quando la soglia di afflusso scriveva ancora una cifra sui 3 milioni e mezzo di paganti. Durante l’estate tali numeri si registravano anche nelle stagioni tra il 2015/19 non dimenticando che nei periodi invernali la curva delle presenze abitualmente s’innalza e può superare 6/7milioni di ingressi settimanali. Dal giorno 21 luglio nei luoghi di pubblica fruizione è diventato tutto più complicato. L’obbligo governativo del Pass Sanitaire (Green Pass),il certificato di vaccinazione Covid quale garanzia per accedere nei cinema con capienza superiore a 50 posti,ha originato un terremoto improvviso che si abbatte sulle speranze di normalità del settore. L’entrata in vigore del provvedimento ha coinciso con il primo giorno di rilevazione settimanale del box office che nelle giornate fino a domenica 25 mostrerà un decremento di partecipazione senza eguali. Balza agli occhi l’enorme differenza riportata da Fast & Furious 9 che all’esordio del precedente weekend sommava 1.100.000 spettatori mentre ora il nuovo score ne fissa 175.984 rappresentando calo a - 86%. Altrettanto negativi i risultati di Black Widow con 89.481 ingressi (-80%),Croods 2 con 73.803 (- 74%) ma appaiono più limitate le perdite per la Palma d’Oro di Cannes,Titane,visto da 40.477 (- 54%). Tra i nuovi arrivi Old di M. Night Shyamalan fissa un raffronto emblematico,proiettato in 300 schermi a fine settimana ha raggiunto 73.685 presenze ma in Italia negli stessi giorni con 263 sale disponibili potrà contarne un numero assai maggiore (87.291). Uno storico che fa clamore dal momento che è praticamente impossibile trovare qualcosa di simile tra i due paesi nel percorso di un film internazionale con dati sempre e largamente a favore del mercato francese. Si salva dal baratro Kaamelott – Premier Volet,atteso debutto tratto dalla popolare serie Tv,che sarà condiviso in 837.592 poltrone seppur questi dati sono anche il frutto di alcune anteprime molto gremite avvenute prima del 21 luglio. In definitiva la differenza tra l’intera settimana precedente (3.471.757) e quella in questione fino al 27 luglio (2.474.857) stabilizzerà un regresso alla biglietteria pari a – 29% che ha aumentato dibattito e bagarre nell’opinione pubblica come pure nel core business di un mondo del cinema molto critico. I media hanno bollato il caso “Catastrofe", "Un crollo", "Questione di sopravvivenza”,dopo che al contrario la campagna di vaccinazione in Francia ha raggiunto ottime cifre avendo superato 73 milioni di dosi inoculate e in molti considerano l’inasprimento “Un eccesso”. A questo punto le sigle che fanno capo ai big delle distribuzioni e dei circuiti di multiplex non si sono fatte attendere e denunciano,”La confusione sugli obblighi dei cinema e il diniego degli spettatori che sembrano disorientati”. Gaumont, MK2 Films,UGC,definiscono il momento “Colpo di grazia in un comparto già duramente colpito dalla chiusura delle sale”,ma in previsione dichiarano che,”Potrebbero non mantenere le programmazioni nei cinema durante i prossimi mesi”. Fanno capolino le prime richieste di sostegno pubblico,”Compensazione”,per un’industria tradizionalmente molto solida e di grande riferimento culturale che ora deve far i conti con tante problematiche sopraggiunte. Va rimarcato come il cinema francese sia tuttora la realtà audiovisiva più esportata nel mondo dopo quella anglofona ma ciò che si teme è l’effetto domino dall’impatto devastante su tutte le filiere.
31 luglio 2021