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Dune: Per ribaltare il settembre nero dei cinema
I numeri dell’atteso film potranno fermare il deserto che soffoca le sale?
Emergenza e altre cause moltiplicano la cronica disaffezione del pubblico

Dune: Chiamato a riportare spettatori in sala
Dune: Chiamato a riportare spettatori in sala
Ogni pellicola che esce diventa un test di estrema analisi per capire se comincia a tornare gente nel deserto delle sale cinematografiche. E’ uno snervante e metaforico momento fatto di silenzi,rituali consueti,sguardi speranzosi,che avrebbero per certo attratto Dino Buzzati. Perché l’attesa potrebbe infine far osservare all’orizzonte quel gruppo tanto invocato,magari non proprio esercito,che rimetta in moto sistematico le nostre intramontabili mansioni. Ciascuno cerca i suoi Tartari,ma intanto l’arrivo di Dune sembra alzare un po’ il rating moscio al quale siamo abituati. Il film di Denis Villeneuve supera abbondantemente nel weekend d’esordio 2 milioni di euro coinvolgendo 287 mila spettatori e dovrebbe sorpassare a breve il leader attuale,Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli (€ 3.358.288). Presto per essere ottimisti sul rally che riporti in auge un mercato fin troppo asfittico anche se l’ultima parte estiva aveva palesato qualche movimento versatile. Su tutti il family,Me contro te - Il Mistero della Scuola Incantata,che finora aggiorna € 4.955.387 d’incasso e 781.368 presenze,seguito a ruota da Fast & Furious 9 con € 4.757.823 resi possibili da 653.000 ingressi. Risposta convincente del pubblico anche per Come un Gatto in Tangenziale – Ritorno a Coccia di Morto (€ 2.641.342) che dall’uscita ferragostana ha contato 385.766 persone. La crisi profonda nata dalla pandemia continua a far sentire i suoi tentacoli e i dati sopra rappresentano l’azione più stringente dei sequel che trainano il cammino dei rispettivi franchising. Questi film giunti al cinema nei giorni in cui le restrizioni per entrare divenivano più rigorose mostrano in effetti risultati molto inferiori rispetto ai loro precursori. Me contro Te - Il Film: La vendetta del Signor S fu uno degli ultimi incassi di alto lignaggio che segnarono il gennaio 2020 poco prima delle chiusure (€ 9.581.000) e venne visto da 1.549.000 persone. Tra il 2017 e 2019 Fast & Furious 8 e poi Fast & Furious – Hobbs & Shaw incassarono rispettivamente € 14.708.500 e € 6.400.000. Come un Gatto in Tangenziale all’inizio del 2018 guadagnò € 7.691.600 quale corrispettivo di 1.177.000 biglietti venduti. Si dice che il green pass avrebbe acuito le difficoltà dei cinema,lo si paventava fin da quando la Francia lo adottò con la conseguente forte riduzione del pubblico dai 18 anni in su. L’impatto di quello italiano che rende obbligatorietà nei locali pubblici fin dai 12 anni è stato molto più ampio ma nella criticità devastante resa certa dalle cifre emergerebbe dell’altro. Il confronto tra i dieci film più visti della settimana (Top 10) durante la prima metà di settembre 2021 ha visto un afflusso di pubblico pari a 1.113.407 spettatori che stabilisce -5,9% sui dati omogenei del 2020,periodo in cui le presenze furono 1.183.700. Oltre la statistica rileviamo che un anno fa era piena pandemia,in quei giorni i cinema avevano riaperto da poco nel momento in cui diffidenze e allarmi si accavallavano su un pubblico stordito quanto poco propenso a vedere film in sala,mentre invero si stava profilando un’altra lunga chiusura. La sostanziale equivalenza numerica del raffronto odierno metterebbe in rilievo che senz’altro certificati e tracciamenti allontano il pubblico ma il tutto coesiste con una patologica diminuzione della domanda film,per il vero già in circolo da varie stagioni. Prima dell’emergenza sanitaria a settembre 2018 la biglietteria aveva sommato 2.096.000 ingressi,invece nello stesso mese 2019 i biglietti della prima quindicina erano stati 3.469.400,una veloce accelerata per la presenza del live action Disney Il Re Leone,non certo un record ma che visti ora paiono da sogno impossibile. Oggi si sta moltiplicando la cronica disaffezione del pubblico italiano verso il cinema,senza paragoni coi grandi paesi europei,va di pari passo soprattutto con diminuite possibilità economiche sempre eluse da grandi trust ed istituzioni che non trovano mai le giuste ricette per combatterle.
20 settembre 2021