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La verità non è sempre rivoluzionaria
Gli schermi rimpiangono l’immagine perfetta della pellicola, non è nostalgia
Interessi e media appoggiano il digitale ma James Bond continua a preferirla

La pellicola preferita da James Bond
La pellicola preferita da James Bond
Henry Ford,il primo grande imprenditore che realizzò nelle sue fabbriche la rivoluzionaria catena di montaggio,mettendo di fatto a disposizione dell’intera società un mezzo chiamato auto,pronunciò un leggendario aforisma. Il progresso è verità in funzione della storia solo quando i vantaggi di una nuova tecnologia diventano patrimonio di ogni individuo,ma a distanza di tempo qualcosa forse ha cambiato la prospettiva. Il cinema sta vivendo periodi tumultuosi e veloci per digitalizzare le sale. Il momento ha chiamato in causa slogan pomposi come quello dell’arrivo di una nuova era paragonabile solo al passaggio dal muto al sonoro e alla successiva che vide l’approdo al colore. Rammentando la massima di Ford però il progresso in corso sta soddisfacendo solo una parte di coloro che dovrebbero trarne benefici alimentando incertezze e domande di chiarezza. Allo stato attuale le proiezioni in digitale non hanno ancora le medesime caratteristiche di quelle con il mezzo in pellicola,la definizione dell’immagine vista in dettaglio e nello spettro delle varie tonalità di luce risulterà macroscopicamente inadeguata. A questo proposito Pedro Almodovar sostiene.” Nella tecnica digitale c'è il rischio che l'immagine risulti troppo piatta,tersa ed irreale,si riducano le gamme dei grigi e le penombre si trasformino in buchi neri.” Il regista spagnolo fatica per mantenere nell’immagine digitalizzata un’uguale porosità tipica del negativo ma più in generale fa pensare alle difficoltà dello spettatore che attualmente risulterà il più penalizzato da questa storia recente. Molti non ci faranno caso,tuttavia con occhio attento potranno notare come spesso i film sembrino nelle scene di penombra pieni di sgranature come ai tempi in cui si stirava un film da 16mm a 35mm,per non parlare dei dettagli carpiti nei volti. Fin quando è stato possibile scegliere tra le proiezioni in pellicola e il formato digitale abbiamo fatto delle prove,non soltanto con gli occhi ma usufruendo dell’ausilio di speciali tester che non possono tradire. I risultati vedendo lo stesso film nelle differenti condizioni sono stati a dir poco imbarazzanti nei confronti dei Dcp (Digital Cinema Package) in questione. Un’informazione mediatica che ha appoggiato in pieno le tesi e le esigenze di questo nuovo mercato è stata carburante per la rottamazione dei proiettori ma in campo c’erano potenti soggetti multinazionali frettolosi di sostituire aziende grandi per quanto di concezione artigianale. Sotto molti aspetti hanno certamente ridotto i costi di esercizio delle sale che ora possono disporre di molti meno dipendenti sostituiti anche dall’opzione satellitare mentre le valigette con il film (hard disk riciclabile) fatturano al distributore qualche decina di euro contro un prezzo intorno mille euro per una pellicola stampata. Motivi squisitamente economici sono quindi alla base del digitale nei cinema che s’impone a dispetto di una qualità tuttora irrisolta,sarà quantomai assurdo forzare su fantomatiche ragioni nostalgiche quando si vuol creare ad arte un opportunistico,fuorviante solco tra passato e presente. Eppure esiste un fatto compiuto che fa meditare,le produzioni hollywoodiane,sempre all’avanguardia per innovazione e tecnologie futuristiche,se vogliono spingere la versatilità dell’immagine usano pellicola gestita con supporti digitali. Performance e business viaggiano sui rulli di policarbonato ad altissimo rendimento che una nota azienda,addirittura fu data per chiusa da diversi media italiani,realizza per ottimizzare svariate condizioni di luce. L’hanno scelta tanti film celebri,tra i recenti e prossimi ricorderemo,Fast & Furious 7,Jurassic World. Tra quelli che verranno Star Wars: Episodio VII - Il Risveglio della Forza e il ritorno di James Bond con Spectre.
10 maggio 2015