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Le Charts della Settimana
Box Office: Checco Zalone insegue...Zalone
Buen Camino aumenta gli incassi ma minori presenze di Tolo Tolo (2020)
Avatar: Fuoco e Cenere tra prezzi e picchi,negli Stati Uniti delude La Grazia

Buen Camino: Checco Zalone sulla cresta dell'onda
Buen Camino: Checco Zalone sulla cresta dell'onda
Il fenomeno Checco Zalone a distanza di anni replica un miracolo che per la sua riproducibilità costante mai aleatoria non potrà più chiamarsi tale ma dovrà trovare una qualifica adeguata quale evento replicabile da riuscito esperimento scientifico. A rafforzare il fatto è qualcosa che avviene dentro un ambiente come quello del cinema dove nulla risulta pronosticabile con certezza e spesso l’effimero non supera una sola stagione. Per il cinema italiano diviene un salvagente periodico che grazie all’incasso di un solo film travasa nelle percentuali statistiche l’antidoto al fallimento. Le festività e la settimana che vede la fine del 2025 consegnano di nuovo la stessa variabile puntualmente tornata ogni quattro/cinque anni. Buen Camino usciva nella giornata di Natale e nei primi cinque giorni di programma,comprendenti tre festivi,avrà sommato un ricavo di € 30.844.365 corrispettivo di un numero di presenze pari a 3.819.622. Nel 2020 il primo gennaio di quell’anno veniva lanciato Tolo Tolo che con stesse omogenee giornate del film odierno (inclusi due festivi) riusciva a incassare € 29.960.763 resi possibili da 4.205.517 spettatori. Balza agli occhi come al quasi un milione di euro in più ottenuto da Buen Camino corrisponda invece maggior quantità di ingressi a favore di Tolo Tolo (+9,6%). Questo è stato possibile per l’incremento del prezzo medio del biglietto che oggi equivale a € 8 mentre cinque stagioni fa il costo era stabile a € 7. Checco Zalone sembra inscenare un immaginario inseguimento verso se stesso,soltanto nelle settimane successive potremo verificare con precisione se Buen Camino farà il sorpasso divenendo il suo film più visto. L’importanza del numero di biglietti venduti rimane fondamentale per comprendere l’andamento del cinema e stimare con esattezza le evoluzioni effettivamente reali spesso mascherate,travisate sotto i colpi dell’inflazione o di aumenti esasperati. Le cifre del film diretto da Gennaro Nunziante indicano sempre un record quando le raffrontiamo ad altre pellicole pur con dati di eccellente rilievo nel periodo. Avatar: Fuoco e Cenere segue nella classifica a € 17.000.000 e un bel gruzzolo di spettatori pari a 1.830.000. In questo caso il costo medio del biglietto equivale a 9 euro,un prezzo che molto velocemente si sta avvicinando a quello francese dove per vedere il film di James Cameron si paga un ticket sui € 10.5 ma nei cinema transalpini sono già transitati al 30 dicembre in 5 milioni. Facile dedurre un maggior potere d’acquisto posseduto in Francia come pure una volontà cinefila indissolubile che fa preferire le sale,ma in Italia la crisi non si corregge con rialzi eccessivi dei biglietti ormai un bene non più popolare. Negli Stati Uniti Avatar 3 ha raggiunto quota $ 242.000.000 ed è ancora lontano dal predecessore Avatar: La Via dell’Acqua che tra il 2022/23 accumulò $ 688.000.000. Anche qui tutto resta interlocutorio e nel prossimo mese capiremo se l’attuale episodio del franchising potrà rifarsi. Dicembre ha segnalato negli Usa l’uscita de La Grazia,in parallelo con l’anteprima italiana in cui ha messo insieme € 240.000,si attendeva una risposta positiva dopo i risultati poco confortanti dei film di Sorrentino negli ultimi anni. Dopo quattro settimane la pellicola ha incassato 100.000 dollari e pare destinata a fermarsi all’inizio del 2026,frenando ogni potenziale ambizione che l’indifferenza del pubblico ha reso così evidente.
Cinema & Business
Sorrentino: Parthenope e la catena dei flop
Il film incassò solo in Italia ma ha totalmente fallito nei box office esteri
Una tendenza poco analizzata che riguarda tutto il cinema italiano d’oggi

Parthenope: Immagine del film
Parthenope: Immagine del film
Chi segue il cinema e fa attenzione alle particolarità dei film non viene gratificato certo da idonei feedback. In un’ottica di mercato dominante i film rispondono alle sole logiche di ogni prodotto e appassionati o cinefili nella pratica rileveranno il medesimo trattamento corrisposto ad altre tipologie di consumatori. Divengono primarie nel panorama mediatico le informazioni poco dettagliate,magari sostenute da info lapidarie e molto cariche di stili pubblicitari spesso distraenti sulle reali condizioni di un settore. Notiamo da tempo come l’informazione radiotelevisiva privilegi le notizie di propaganda,quelle dei comunicati stampa redatti da chi monopolizza le testate e nello stesso momento produce quei film. Così veniamo a sapere di frequente che pellicole italiane in evidenza sono vendute in decine,probabilmente in un centinaio,di paesi del mondo. Oggi diviene fondamentale per le cinematografie avere uno sbocco internazionale,ma per una verità non annacquata e motivata dalle analisi delle cifre dedurremo che le produzioni del cinema italiano all’estero vanno e continuano ad andare male. Non serve per un film essere soltanto venduto in un determinato territorio,ciò che conta resta il connubio con il pubblico avvalorato da una sola statistica sicura e resa possibile dai box office. Perciò constatiamo da anni che i film italiani sono in crisi cronica di preferenza estera,e mentre la caduta libera si sta rivelando abnorme anche in Italia notiamo da recenti dati il difficile esordio in Spagna di pellicole che in patria erano state big al botteghino. Diamanti di Ozpetek è uscito a luglio 2025 nella penisola iberica ottenendo una breve permanenza nelle sale dove è stato visto da poco più di 20.000 spettatori con incasso che non supera 150.000 euro. Nel weekend di fine agosto giunge nei cinema spagnoli,FolleMente,ma l’esordio fissa soltanto il 22° posto determinato da € 25.936 e 3801 ingressi. C’è un film che ha sintetizzato grosse aspettative internazionali ma alla prova del pubblico dimostrava rilevanti fragilità. Parthenope di Paolo Sorrentino grazie alla solida partnership con Pathé e con l’americana A24 lasciava intravedere un ampio ritorno dal giro mondiale. Venduto e distribuito in una cinquantina di paesi otterrà un risultato complessivo di basso profilo. Nonostante l’esito negativo al Festival di Cannes 2024 nel mese successivo di ottobre raggiunge in Italia il suo score più alto (€ 7.500.000) con oltre 1 milione di presenze pur non entrando tra i primi dieci incassi dell’anno. Ben diverso quando esce a marzo 2025 in Francia,paese molto cinefilo che non scordava il concorso di Cannes,in breve verrà smontato raggiungendo quota finale a 89.000 ingressi equivalente del 231° posto nella classifica 2025. Paolo Sorrentino non gode più dell’effetto Grande Bellezza causa prove non all’altezza che si sono susseguite negli anni. Sembrano trascorse epoche lontanissime,ma la presunta grazia ispirata del regista è restata immune alle critiche unicamente in Italia che rimane il solo paese dove riceve ancora riconoscimenti. Quando Parthenope arriva negli Stati Uniti pesa il modesto appeal di una storia esclusa dai premi che contano sommando in definitiva $ 289.000 ovvero sulla 250° posizione nella chart dell’anno. Il miglior risultato sarà conteggiato in Spagna con 110.000 presenze,dalla Russia entreranno al cinema in 85.000 e nel Regno Unito beneficerà di una breve apparizione esordendo a 61.000 sterline. Una delle peggiori performance viene segnalata in Germania in cui Sorrentino non oltrepassa i sette giorni ad aprile 2025 con sole 5856 poltrone occupate che non hanno permesso ulteriori proseguimenti. Parthenope aveva un budget che talvolta non presentano produzioni Usa,superiore a 26 milioni di euro,finirà per sommare un introito di 9.900.000 (euro) nel percorso globale scrivendo un risultato nettamente deficitario che deve far meditare.
La Redazione