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Jurassic World: Il Dominio, Cifre mondiali a confronto
Jurassic World: Il Dominio, Cifre mondiali a confronto
Avevamo visto la volta precedente come l’esordio italiano di Jurassic World: Il Dominio abbia posto sotto i fari dell’interesse internazionale tutti i numeri che uscivano dal botteghino. Nell’unico paese europeo dove il film era in proiezione si cominciava a leggere dalle cifre quanto gradimento e prospettive fossero da interpretare per l’ultimo episodio di questa lunga saga iniziata nel 1993 dall’ormai leggendario Jurassic Park di Steven Spielberg. Buono senz’altro il primo match che portava in cassa  € 3.181.000 corrispettivo di 423.000 biglietti venduti (884 media x schermo),ma nel secondo weekend vedremo una diminuzione imprevista di pubblico. Complici le giornate di caldo estivo che hanno distratto dalla visione in sala abbiamo assistito a un calo generalizzato per tutti i film. Non vanno sottovalutati pure gli effetti delle ferite ancora dolorose causate dalle lunghe restrizioni e gli aumenti indiscriminati,speculativi,dei beni di prima necessità che penalizzano per indotto cultura e spettacoli. Dal punto di vista contabile il decremento relativo al nuovo Jurassic World  si attestava su -58% rispetto a sette giorni prima. Al 12 giugno ha totalizzato € 5.230.937,nei giorni successivi alzerà la sopra 7 milioni (€ 7.100.000) con un portfolio pari a 980.000 presenze. A questo punto avremo invece un panorama molto completo per ciò che riguarda i dati delle uscite estere. La settimana si è concentrata su tale evento lasciando che Jurassic World: Il Dominio liberasse l’esplosione dell’attesa tra il pubblico di ogni latitudine. Negli Stati Uniti inizia molto bene,forse leggermente superiore alle previsioni degli analisti,così le prime tre giornate scriveranno numeri dai molteplici indirizzi. La leadership americana vale 145 milioni di dollari sostenuta da una media per sala di 31.000 dollari dimostrando l’affollamento giornaliero degli schermi,cifre provvisorie che aggiornate incrementano a $ 313.000.000 e insieme a quelle del resto del mondo fanno $ 759.000.000. Subito rimbalza alla memoria il debutto del predecessore,Jurassic World:Il Regno Distrutto,che a giugno 2018 rese un weekend,di fatto equivalente,148 milioni di dollari,sanciti da una media schermo fissata a 33.000 dollari. Per le statistiche quel film terminò il mercato cinematografico soltanto negli Usa a 418 milioni di dollari. Per raffronti più recenti solo tre settimane prima aveva esordito,Top Gun Maverick,con $ 126.707.459 che è divenuto in breve il campione dell’anno realizzando al momento 534 milioni di dollari. La pellicola che,a dispetto dello scetticismo generale,ha riportato Tom Cruise al successo planetario dimostra insieme a quella prodotta da Amblin e Universal come nel 2022 il box office estivo stia nuovamente correndo verso l’alto. Il complessivo degli incassi Usa nei cinema durante cinque mesi e mezzo ammonta a $ 3.371.376.000,ma l’anno passato (a giugno 2021 furono $ 867.762.381) per toccare l'attuale livello bisognò attendere il 20 novembre e questo farebbe capire come i timori dell’era pandemica siano definitivamente al capolinea. In Europa Jurassic World: Il Dominio replica in proporzione l’andamento statunitense,in particolare in Spagna dove con soli quattro giorni di proiezioni stabilirà 835.000 spettatori incassando € 5.569.000 ma a fine giugno s'imporrà con € 12.241.000. Dalla Francia ottiene 1.165.165 corrispondenti a 1.734 biglietti per cinema (il doppio dell’Italia) mentre a Parigi circoscrive un dato spettatori pari a 213.243 seppur con la media schermo (2.633) più elevata dell’intero paese. Successivamente andrà a sommare 2 milioni e mezzo di biglietti in tutto il mercato francese. Nel Regno Unito il film diretto da Colin Trevorrow vale £ 27.120.000 e passando ad Oriente osserviamo in Corea Del Sud 2.800.000 presenze dopo 4 settimane. Ma saranno le sale Made in Cina a consegnare il segno del trionfo a Jurassic World: Il Dominio con quasi dieci milioni di ingressi (9.834.718). Prima dell’odierna opening fu un altro film targato Steven Spielberg a fare meglio in partenza quando nel marzo 2018 Ready Player One venne visto da 10.608.680 Cinesi.
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Cannes 2022: Presentato dossier sulla salute del cinema
Cannes 2022: Presentato dossier sulla salute del cinema
Ad un anno dalla riapertura dei cinema in quasi tutta Europa si cominciano a tirare consuntivi e vedere se davanti alle problematiche possano sussistere prospettive fiduciose. Durante il Festival di Cannes ha presentato un rapporto articolato,CNC,l’istituto che regola le funzioni a sostegno della cinematografia in Francia. Partendo da un’indagine demoscopica realizzata su varie fasce d’età ha portato in luce lo stato di salute del grande schermo dopo il periodo pandemico. Le presenze in sala sono senza dubbio riprese ma dalla sintesi del dossier ci si aspettava una ripartenza più forte. Da maggio a dicembre 2021 il pubblico transalpino ha segnato 96 milioni di ingressi,mentre da inizio anno a tutto maggio 2022 il box office ha registrato un numero pari a 54 milioni di spettatori. Fino al 2019 il mercato francese era stabilizzato su 190/200 milioni annui. Tale quota diviene uno spartiacque di riferimento per comprendere il rosso e il nero del momento odierno che seppur in ascesa difficilmente tra sei/sette mesi presenterà di nuovo quelle cifre. Quello che l’indagine ci fa osservare con interesse più dei freddi numeri statistici sono le motivazioni del pubblico portato a esercitare verso il cinema visto in sala una diversa funzione attrattiva. I motivi vengono affrontati dal primo rapporto sociologico redatto nel continente che mette in collegamento il muro pandemico con la conseguente virata di percezione nell’indirizzo culturale o del tempo libero. Secondo il sondaggio gli spettatori vanno un po’ meno in sala sopratutto perché dopo il lungo torpore si è persa l’abitudine ad andarci (38%) con prevalenza nella fascia d’età più anziana. Molto indicativa nell’evitare la visione collettiva è risultata (33%) la voglia di non indossare una mascherina il cui obbligo peraltro è cessato a metà marzo scorso con la fine delle restrizioni sanitarie. Tra tutti questi fattori concatenati è emerso anche un elemento economico che vede i prezzi dei biglietti troppo cari (36%) mettendo in evidenza difficoltà più ampie emerse con la crisi economica del resto molto forte anche in Francia. Altri preferiscono la visione dei film su supporti alternativi (26%) che sotto l’emergenza pandemica sono decollati come le piattaforme streaming. In questo caso il campione ha fatto spiccare una preferenza femminile nel segmento di età prevalentemente giovane che all’inverso negli ultimi mesi sta un po’ regredendo. Difatti il primo trimestre 2022 coincide con un bilancio più modesto del settore streaming causa minori abbonamenti registrati particolarmente dalla maggiore società on demand,Netflix. Nonostante il bicchiere mezzo pieno il cinema francese post emergenziale se la passa abbastanza bene e nessuno in Europa ha saputo replicare in ognuna delle cinematografie locali dati di tal rilievo relativi alle produzioni domestiche. L’anno in corso fissa tra i primi dieci titoli ben cinque battenti bandiera di casa che superano il milione di presenze, Non Sposate le Mie Figlie! 3 (2.231.133), Il Lavoro Peggiore della Mia Vita (2.009.803) ,Super Hero Malgrè Lui (1.835.528), Luce - Accendi il Tuo Coraggio (1.322.583), En Corps (1.243.418). In Italia se le pellicole nazionali avessero raggiunto cifre simili si brinderebbe al miracolo,invece la realtà presenta i numeri più drammatici di tutta la storia distributiva. Solo alcuni film e tutti di provenienza Usa hanno evitato che esercenti grandi e piccoli chiudessero le attività,e non è una metafora dark. Per diretta comparazione nell’annata corrente il pubblico che sta frequentando i grandi schermi nella penisola rappresenta soltanto il 24% del complessivo francese analizzato,mentre quasi tutta la produzione nazionale non supera incassi totali tra 200/400 mila euro. Ormai gli spettatori nelle difficoltà odierne sembrano rifiutare i film italiani,che mostrano certamente minimo appeal,quanto in parallelo la difficoltà intrinseca,generalizzata,di non possedere il carisma vero che comunicano le grandi storie. Avremmo bisogno più della Francia di leggere uno studio che formulasse diagnosi e cure ma nessuno finora si è fatto avanti seriamente. Intanto in Italia,unica in Europa,continua l’obbligo sanitario nelle sale e questo rappresenta un ulteriore segnale di poca sensibilità verso il comparto,così si sono mosse le sigle associazionistiche di settore,Agis – Anec,dichiarando,” Inaccettabile continuare con questa strategia di penalizzazione delle sale cinematografiche,individuare forme più flessibili rimuovendo l’obbligo di usare mascherine”. Si prosegue alzando il tiro,”Si dichiari che si vuole condannare definitivamente ,lo spettacolo cinematografico in sala, favorendo gli sfruttamenti streaming dei film”. Silenzi e taciti assensi molto recentemente hanno lasciato spazi enormi alle armate dell’invasore ma in fondo non sarà mai troppo tardi per cercare di far tornare la gente al cinema.