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Le Charts della Settimana
Toy Story 4 mette l’Italia in coda all’Europa
Il cartoon Disney Pixar sotto le attese mentre sbanca in giro per il mondo
Caldo e diffidenza tra gli imputati ma intanto l’horror sembra preferito

Toy Story 4
può essere considerato il film di punta assieme a Spider Man – Far from Home del periodo estivo 2019. Un’estate che nella volontà e nei budget del marketing anche in Italia avrebbe dovuto rompere il muro della diffidenza a recarsi in sala. Era atteso l’opening di quest’ultimo lavoro targato Disney Pixar per vedere la possibile crescita di un fenomeno che peraltro non è mai riuscito a decollare. I primi cinque giorni di programmazione renderanno numeri assai meno cospicui di quanto si attendevano,così stabilirà un flebile vagito reso da € 2.025.041 corrispettivo di 308.000 spettatori,che in dettaglio rappresentano per la media schermo 380 presenze in ciascuno,ma nei sette giorni non supererà 2 milioni e mezzo di euro. Per un raffronto omogeneo va ricordato che il precedente episodio Toy Story 3 – la Grande Fuga uscì il 7 luglio 2010 incassando nella prima settimana 6 milioni di euro e alla fine del percorso distributivo raggiunse 1.688.039 presenze totalizzando € 13.687.757. Senz’altro un dato poco lusinghiero quello attuale che nondimeno andrà a stabilire un primato negativo rispetto alla contemporanea uscita del film in Europa come nel resto del mondo. Il caldo continua a mietere vittime cinematografiche ma non va sottovalutato un aspetto tipicamente ricettivo e relativo al gusto locale che potrebbe aver avuto influenza determinante nell’afflusso del pubblico. L’indizio ce lo fornisce un outsider,Annabelle 3,horror seriale che uscito appena la settimana dopo sta ricevendo accoglienza quasi uguale avendo raccolto nei primi due giorni € 660.000 al cospetto di € 720.000 a favore del titolato cartoon sempre nelle due giornate di start. Molto differente è stato il benvenuto di Toy Story 4 nei mercati internazionali dove se guardiamo allo score di esordio globale segnato nei primi giorni andrà a toccare quota 520 milioni di dollari. Partendo dalla Francia si nota la macroscopica differenza con l’Italia,infatti Toy Story 4 in cinque giorni viene visto da 1.100.000 persone che praticamente fissano nella media schermo 1625 spettatori per sala,ma ancor più sonante è il debutto britannico avvenuto sette giorni prima di altri paesi. Qui l’impatto è stato davvero eccellente sommando in tre giorni 13.300.000 sterline che trascorsi dieci giorni lieviteranno a 26.989.023 mentre pare imminente l’aggancio e il sorpasso di un altro competitor dello stesso brand,Aladdin (£ 33.882.953). Tra gli altri box office che seguiamo costantemente come la Spagna registriamo un consenso altrettanto entusiasta. Giunto al secondo weekend come quello inglese ha già totalizzato € 8.690.440 e viene visto da 1.468.088 spettatori,ma anche l’esordio lasciò ottimi segnali quando materializzò l’occupazione di 500.000 poltrone. Negli Usa Toy Story 4 dal 21 giugno ha totalizzato $ 256.815.335 e va alla caccia di Toy Story 3 che quasi un decennio fa scrisse $ 415.000.000,contando sull’ausilio della prossima festività del 4 Luglio di solito molto incoraggiante per andare a vedere un film su grande schermo. In attesa di una forte competizione con l’ultimo Spider Man,che nel debutto di martedì 2 luglio raggiunge $ 39.255.628 facendo intravedere grandi performance,Toy Story 4 pare faccia il vuoto dietro di sé. Per curiosità negli Stati Uniti il match tra il cartoon e Annabelle 3 non esiste proprio,in sette giorni il film del marchio New Line raggiunge $ 36.417.397,una performance di secondo piano ma che fa comprendere quanto la lettura del box office sia importante per capire la diversità delle preferenze e la multifaccialità culturale a varie latitudini.
5 luglio 2019
La Redazione
Cinema & Business
2018 storico: Italia fuori dal top 10 cinema
Per la prima volta negli annali i film italiani non compaiono nell’alta classifica
Solo quattro titoli su trenta posizioni, Bohemian Rhapsody vince sulla crisi

Il consuntivo e le statistiche che riguardano il 2018 consegnano numeri negativi anche per il cinema. Il trend in discesa iniziato qualche stagione fa raggiunge un record storico in relazione a numero di pubblico e incassi delle pellicole italiane. Nella classifica dell’anno trascorso (riquadro a lato) nessun film compare tra le prime dieci posizioni tra tutti quelli usciti nei cinema,ma se allarghiamo l’orizzonte su trenta posti chiave sono soltanto quattro le produzioni del made in Italy presenti. In questa seconda tranche della graduatoria i titoli delle produzioni sono,A Casa Tutti Bene,Benedetta Follia,Come un Gatto in Tangenziale,Amici come Prima. Quest’ultimo è un arrivo degli ultimi giorni di dicembre,dove viene ricomposta la coppia Boldi-De Sica,(968.332 spett.) cercando di far riassaporare il sapore del cinepanettone che pare scomparire dai gusti degli spettatori. In effetti questa tipicità fino alla prima parte degli anni duemila rappresentava ancora garanzia di successo premiata quasi sempre nella top dieci di ogni anno. Per gli appassionati di indagine storica ricordiamo che tra gli anni ottanta e novanta,quando le pellicole domestiche cominciavano a perdere discreta quota di mercato le classifiche annuali vedevano pur sempre una presenza di quattro,cinque film,e i commenti già parlavano di aperta crisi. Oggi cambiano tendenze che il cinema italiano non sembra centrare,ma ancor più si evidenziano i segni di una crisi vera,pressante,dove peraltro il pubblico preferisce affidarsi a film sicuri. A fronte di una distribuzione in sala di 210 pellicole tricolori si può ben comprendere quanto al cospetto di numeri tanto crudi possa determinarsi senza appello la sconfitta di un settore che non ha mai pensato e lavorato con i coefficienti dell’industria. Lo dimostrano gli stessi commenti dei responsabili delle associazioni professionali (ANICA,ANEC) che in margine alla presentazione di questi dati analitici hanno minimizzato la portata al ribasso degli eventi. Il 2018 si chiude con il trionfo di Bohemians Rhapsody (€ 21.275.707) raggiungendo quasi tre milioni di presenze che hanno sancito il timbro dell’anno su un film rappresentativo di un mito passato e presente. Domina la classifica Disney che con quattro pellicole distribuite (Avengers: Infinity War,Gli Incredibili 2,Il Ritorno di Mary Poppins,Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni) mantiene forte autorevolezza sul terreno dell’intrattenimento. Le presenze complessive nei cinema italiani ammontano a 85.903.642 che in rapporto al 2017 affermano un decremento pari a - 6,89% (rilevamento Cinetel),ma se partiamo dal 2016 la diminuzione assume toni macroscopici (- 25.31%). Determinante è la politica del caro prezzi,nella stragrande maggioranza dei casi non tiene conto di un potere d’acquisto reale non più al passo dei tempi con la spesa per il tempo libero. Gli esercizi cinematografici che stanno invece sperimentando la riduzione consistente del biglietto (tutti i giorni) rilevano forte incremento al box office,una verità da tramandare. In Spagna c’è più voglia di cinema,come osserviamo spesso nei nostri report,la biglietteria scrive 98 milioni di spettatori ma le differenze in proporzione sono impressionanti valutando 14 milioni di abitanti in meno rispetto all’Italia. Leader continentale resta la Francia con 200.500.000 biglietti venduti,mentre in Gran Bretagna si prevede che gli ingressi totali 2018 raggiungeranno il massimo da quaranta anni a questa parte dopo i 171 milioni fissati nel 2017. Ciò è reso possibile anche dalla crescita di catene di cinema nei centri storici che proiettano cinema di qualità come Everyman e Curzon. Incidono prospettiva incoraggiante e sarebbe una sfida da affrontare anche da noi,ovvero quando il futuro appare già scritto nei fatti.