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Flop dei film Rai venduti all’estero
Il cinema della tv pubblica non riscuote consensi fuori d’Italia
Fioccano le cifre negative, da Virzì a Martone fino alla Comencini

Molto spesso attraverso la persuasiva corrente della televisione veniamo a sapere che tanti film italiani vengono venduti in molti paesi del mondo. Tutto ciò viene esposto in maniera propagandistica ed enfatica specialmente quando le produzioni sono di riferimento Rai. In occasione di un festival o nell’opportunità di un lancio nei cinema il tam tam accresce pubblicità lasciando impressione suggestiva e virtuale che nel mondo si attendano con trepidazione quei film. La strategia di Rai Cinema,con uffici stampa e numerosi collegamenti mediatici che strizzano occhio benevolo a tutto il pianeta dell’informazione,tende invero a deformare un giusto equilibrio e allontanare veridicità sulla sorte di quei film. Per una produzione quando viene firmato un contratto estero non significa a priori che ha già raggiunto il successo in quel determinato territorio. Tutto ciò accadrà unicamente,quasi superfluo ricordarlo,quando il film entra nel circuito virtuoso delle sale cinematografiche con spettatori che pagano il biglietto. Soltanto allora la pellicola potrà godere o meno di quel carisma determinato dall’opinione del pubblico con giudizi di varia estrazione. Non esisterà mai prestigio di un film senza che prima questo abbia innescato un eco proveniente dai cinema,è la forma mai scaduta di una cultura insostituibile,tutto il resto si chiama autoreferenzialismo. Gli uomini di televisione tendono a cambiare e amalgamare il feedback con la loro metodologia ma le reputazioni cinefile si espandono solo dal grande schermo,non nascono certamente davanti a quello piccolo. I film italiani in generale all’estero non riscuotono opinioni e trend favorevoli,escludendo qualche lodevole eccezione nel tempo,a causa d’indomite caratteristiche culturali che ripetono format involuti e tematiche superficiali. Gli anni degli autori celebrati sono molto lontani ed oggi il game delle reputazioni vive nelle abissali differenze che contraddistinguono film abitualmente incensati e iperpremiati in casa contrapposto alla freddezza dei mercati e della critica internazionale. Su questa linea gli ultimi mesi hanno visto due produzioni molto osannate e sopravvalutate in Italia come Il Capitale Umano e Il Giovane Favoloso che non hanno trovato slancio globale auspicato. Il film di Paolo Virzì era stato addirittura il prescelto italiano per l’Oscar 2015 ma negli Usa l’incasso totale ha toccato $ 158.000,in Francia è stato visto da 87.500 spettatori,nell’esordio inglese raccolse 2.100 sterline per poi scomparire,mentre la Germania gli riserverà non più di 11.900 biglietti. La pellicola di Mario Martone dedicata a Leopardi finora vede spazio nei grandi mercati solo in Francia dove il pubblico pagante ammonterà a 32.000 persone. Altra produzione Rai,Anime Nere di Francesco Munzi,esordiva in Francia dopo Il Fesival di Venezia 2014 in una trentina di sale raccogliendo appena 460 ingressi che ovviamente non gli hanno permesso lunga programmazione. Il racconto di malavita calabrese andrà un po’meglio negli Stati Uniti con una somma finale pari a $ 101.000. Pessimo il riscontro per un lavoro dalle dichiarate ambizioni internazionali,Il Ragazzo Invisibile di Gabriele Salvatores costato 8 milioni di euro. Francia ancora generosa nell’ospitalità ma a partire da luglio il pubblico ha detto no con inequivocabili 8.400 presenze complessive che chiudono subito il desiderio di ambiziosa carriera transalpina. Durante il Festival di Cannes usciva nelle sale francesi;Il Racconto dei Racconti di Matteo Garrone,grande pubblicità,cast internazionale e quasi trecento schermi disponibili per un marketing che non poteva fallire. Da allora ad oggi saranno staccati 118.500 biglietti che rendono addirittura difficile un recupero del budget stimato (€ 14.5 milioni),una possibilità negativa già testata nei cinema italiani. Storia che guardava con interesse al mercato spagnolo era Latin Lover di Cristina Comencini per la forte presenza di cast iberico che integrava quello tricolore,da Jordi Mollà a Lluís Homar,Marisa Paredes e Candela Peña resi celebri da Pedro Almodovar. Il film uscito a luglio sugli schermi di Spagna in 5 settimane porta una dote sui 200.000 euro (32.000 ingressi),arrivando in classifica generale fino al 13°posto,ma si attendeva un responso di altro livello. Una parentesi a parte merita Le Meraviglie di Alice Rohrwacher che negli ultimi due anni stabilirà dopo il premio a Cannes la miglior prestazione italiana in Francia con 142.700 presenze,anche se nel rovescio della medaglia avrà soli 2200 spettatori dall’altro grande mercato continentale:Germania. La realtà spesso è più articolata e meno roboante di quanto si voglia far credere.
22 agosto 2015