Primo Piano
Crossfire
Film Joker
Box Office World
Premi & Festival
Trova Cinema
La Vetrina
In Sala
Scrivici
Ralph Fiennes,“Lontano dal teatro è come perdere un arto”
L’attore inglese parla di “Coriolanus” esordio alla regia nel nome di Shakespeare
Se il teatro è il primo amore al cinema va la prima scelta,ora è pronto per Dickens

Intervista di Franco Ferri

Ralph Fiennes
Ralph Fiennes
C’è una lunga lista di film internazionali,a marchio di qualità che quest’anno non hanno trovato distribuzione nei nostri cinema. Fra questi vogliamo ricordare Coriolanus,esordio alla regia di un attore come Ralph Fiennes peraltro conosciuto e stimato anche in Italia. Forse la pellicola potrebbe essere presto vista anche da noi ma crediamo che i dubbi e le perplessità di un particolare momento economico culturale lascino poche speranze. Siamo stati invece molto fortunati nel poterla vedere insieme all’autore,che nella pausa di un progetto in corso,ha voluto dissertare con molta gentilezza in una lettura personale e approfondita  svelando gli arcani del lavoro d’ispirazione shakespeariana. Una testimonianza diretta di sicura utilità per tutti coloro che cercheranno di vedere il film in ogni dove,con ogni mezzo cercando di rimediare alle carenze distributive. La conversazione è stata propizia per farci raccontare questo felice momento. Conteso fra teatro e cinema fa pendere l’ago della bilancia verso quest’ultimo ma la sua formazione culturale non gli fa dimenticare gli onori del palco.

Cosa spinge a tradurre in cinema una tragedia come Coriolano fra le meno rappresentate di Shakespeare ?
Uno dei motivi per cui mi sono interessato a trasformare in film Coriolanus riguarda la persistente atmosfera pessimistica che prevale rispetto ad altri lavori shakespeariani dove invece la speranza addolcisce la tragedia. Oggi nelle nostre società assistiamo a situazioni di continuo processo distruttivo quasi tribale che ci portano alla disperazione senza alternativa. Il degrado umano e politico sembra malattia inarrestabile tanto che l’opera ha intuizioni così profonde nell’offrirci sembianze di straordinaria e incredibile modernità.

Gerard Butler e Ralph Fiennes in una scena del film
Gerard Butler e Ralph Fiennes in una scena del film
Quali sono le caratteristiche che il pubblico noterà nella costruzione del film ?
Intanto è stato fondamentale mantenere nella sceneggiatura il linguaggio originale del testo di Shakespeare che nei pubblici di lingua non inglese troverà anche più facile traduzione. Roma resta la Capitale come la descrisse Shakespeare ma mettendo in scena l’attualità cambia la location non il nome della città che deve simboleggiare il significato dell’essere Capitale con la presenza di funzionari della politica e rappresentati del potere,uguali oggi come ieri ovunque.

La contesa e la lotta per il predominio sono gli elementi principali della storia.
In che modo sono rappresentati i personaggi che fanno da intreccio al racconto ?
La figura di Coriolanus (lo stesso Ralph Fiennes) viene definito nel segno della spada,Shakespeare insiste molto nel tracciare il suo ruolo come qualcosa intriso nel sangue e da qui il suo rapporto con esso. Coriolanus vuole essere la lama in quanto rappresentativa di una forza di potere,alla fine verrà penetrato da essa come il rivale Aufidio (Gerard Butler) unendoli anche nell’elemento omoerotico che lega i due personaggi.

In questa prima esperienza di regia ti sei trovato nella condizione oggettiva di dirigere tuoi colleghi. Che impressione hai provato ?
Amo gli attori,ho adorato lavorare con questo cast. Chiedevo loro di aprire al massimo le corde della sensibilità per entrare nella vita dei personaggi,di fondere il linguaggio voluto da Shakespeare traducendo tutta la difficoltà in un risultato di umana emotività perché le tematiche del grande scrittore,a prescindere dalla loro espressività,sono assolutamente attuali. Voglio fare un esempio, dirigere Vanessa Redgrave,che interpreta Volumnia madre di Coriolanus,è stata un’impresa gigantesca ma era fondamentale essendo il suo ruolo nella vicenda molto più centrale di quello di Coriolanus. Ho voluto crearle attorno una situazione artisticamente pregnante perché lei potesse esprimersi al meglio. Il risultato positivo di questa scelta è stato per me di grande soddisfazione.

Vanessa Redgrave in'Coriolanus'
Vanessa Redgrave in'Coriolanus'
Recitare in cinema e teatro sembra essere anche per te,seguendo i canoni di una grande tradizione britannica,un trend che evidenzia innata passione per l’arte interpretativa. In questo momento prevale il set,in futuro ci sarà ritorno alla performance live ?
Ho iniziato a recitare in teatro,mi piace il rapporto immediato che si instaura con il pubblico,rimanere troppo lontano dal palco è come perdere un arto di te stesso. In seguito cercherò di ritrovare la forza di quel legame particolare e inscindibile.

Sei in un periodo particolarmente attivo nel cinema avendo terminato un ruolo nell’episodio di James Bond,Skyfall e quello da protagonista in Great Expectations di Mike Newell,tratto da Dickens. Quale altra sorpresa ci riservi ?
Sono tutt’ora impegnato nelle riprese di quella che sarà la seconda regia caratterizzata di nuovo nel connubio con Charles Dickens,interpreto anche la parte dello scrittore. Il film è tratto dal libro The Invisible Woman sull’amore di lui per una giovane attrice. Quando ho letto il copione mi ha commosso molto,parla accuratamente di come lei riesce a nascondere,a rendere praticamente invisibile il suo passato dentro di sé. Una storia narrata e rivissuta sotto il punto di vista intimo e segreto di questa donna.


Cinema & Critica 2012 © all rights reserved