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Justice League: Battaglia per il futuro
La squadra dei Supereroi e il patrimonio della speranza nel dopo Superman
Visioni,miti e sorprese: Un senso drammaturgico non ancora capito da tutti

Batman e Wonder Woman in Justice League
Batman e Wonder Woman in Justice League
Gli antagonismi tra supereroi non portano a niente di buono,se Batman combatte Superman,e viceversa, stiamo certi che prima o poi saremo in pericolo. Se prevale la forza del superego,malsana idea di mettere innanzi a tutto l’individualismo dei propri poteri mancherà gioco di squadra,favorendo di sicuro i perfidi progetti che vengono dall’oscurità. Bruce Wayne l’ha capito e non perde tempo aveva già contattato quel prodigio di Wonder Woman,ma l’affabile collaboratrice del Louvre che ora corrisponde al nome di Diana Prince resta in primis indifferente. Serve una vera strategia di team perché dall’altra parte stanno avanzando senza indugi e il mondo sembra un boccone facile per certi piani reazionari,nemici giurati del progresso dei popoli. Dopo la scomparsa repentina del mai dimenticato Superman la grande reunion appare fattibile più che mai. Certamente esiste un’esigenza targata Dc Comics,comprende quanto una lobbie così straordinaria che appoggia il patrimonio della moralità e della speranza possa servire allo spirito del pubblico,come del resto risulterà utile alla bellezza dorata del marketing tanto per seguire l’onda Marvel,dove ormai Avengers & Co. sono gruppo granitico in ogni film. Sta di fatto che a Batman e Wonder Woman si uniscono non senza remore iniziali,Aquaman e The Flash,mentre si odono i tuoni d’attacco del supercattivo impegnato a soggiogare definitivamente il pianeta. Con la fine di Superman/Clark J. Kent,ogni abitante ha perso la fiducia e muore forse definitivamente il desiderio e l’audacia di ambire a qualcosa di migliore. Si batte subito il ferro caldo per un’impronta etica e realmente odierna. Rimanda con rapida deduzione a ciò che generalmente potrebbe pensare e temere la gente del turbinio,dei flussi accesi nei nostri logorati giorni presenti. I supereroi nati dal dubbio e dal trauma esistenziale,Batman/Bruce Wayne e Flash/ Barry Allen,si mescolano con coloro che per natura primordiale e descrizione simbolica,Wonder Woman e Aquaman,rivelano iconografici segni rappresentativi delle figure classiche Semidivine. Quindi un contesto riconoscibile e immerso di meta quotidianità,il cui volto grazie ad innesti vicini alla cultura mitologica fluisce dinamicamente esaltandosi nella perenne lotta tra bene e male. Osando incursione in battaglie schiettamente morali adatta e arricchisce la materia di un palinsesto fantastico da interpretare oltre il percorso di puro spettacolo. Togliendo i tratti verbosi e particolarmente leziosi presenti in Batman vs. Superman,la coppia Chris Terrio/Zack Snyder scrive pensando a un gioco di squadra scattante con clamorose sorprese. I personaggi nel profondo dell’alias che incarnano solcano dentro un mondo onirico,alternativo e ultradimensionale inseguendo la chiara origine per tutte le svolte. Sembrano trovare in esso un terreno di scontro eretto a vera chiave risolutiva per innescare o disinnescare energie dal potenziale effettivo. Gli aspetti conflittuali che determinano nel match sono il tentativo di interferire,cambiare l’ineluttabile e il corso degli eventi stessi. In questo il racconto li porta a seguire le regole derivate dalla tragedia greca. I protagonisti nella coralità per opporsi alle tenebre elaborano l’azione,un divenire sollecitato attraverso i motivi del contrasto,i quali ostacolando nei fatti il concetto di fato già scritto andranno a sorreggere la costruzione del possibile cambiamento. Si concretizza tutta una serie di varianti narrative che comunicano la base del dramma,un filo conduttore ideale per sviluppare la forma drammaturgica per eccellenza. Nel cinema fantasy questa consuetudine viene spesso offerta grazie alla duttilità che il genere insegue ricorrendo a figure allegoriche e a larghi confini significativi affrescati con temi insorgenti quanto diversificati. Sbaglia completamente Stefano Masi quando sul canale,Rai News 24,presentando Justice League lo ha definito con drammaturgia “Di Cartone”. Esiste un modo ormai consolidato che deve guardare al fantasy lasciando i pregiudizi e imbarcando più voglia di visioni,ma il giornalista per scarsa conoscenza del genere preferiva un’etichetta demodé,o forse con molta probabilità non ha mai visto il film di Zack Snyder.
Franco Ferri