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L’uomo che segnò per l’Italia nella notte di Berlino
Terry Gilliam e la “sua” Napoli nel corto vincitore dell’Oscar europeo
Il premio a una produzione italiana non genera adrenalina nella stampa nostrana

A cura di FRANCO FERRI

'The Wholly Family',Cristiana Capotondi con Terry Gilliam
'The Wholly Family',Cristiana Capotondi con Terry Gilliam
Non è stato messo a fuoco bene dalla stampa nazionale,anzi si adombra l’ipotesi che si sia innescato nella circostanza un fondato motivo di rimozione. A sorpresa l’Italia vince un premio importante nell’Europa del cinema dopo stagioni di brutte figure internazionali. Il cortometraggio The Wholly Family,ambientato nel folclore di Napoli vince l’European Film Awards,sorta di Oscar europeo. L’uomo che in un certo senso ha fatto goal nella premiazione di Berlino è un talento del cinema mondiale,la cui forza espressiva è riuscita a dare quel tocco di percettibilità internazionale a un breve film di venti minuti. Terry Gilliam ha reso nel corto con eccellente dono riassuntivo un po’tutte le impressioni del suo cinema più recente da Tideland in poi. Sogno e incubo percuotono la mente di fanciullo in una discesa nel profondo che acutizza ma anche rigenera un rapporto fratturato con l’habitat di appartenenza. Il racconto,sottilmente e beffardamente,in tono anticonformista fa primeggiare la figure amica e terrificante nello stesso tempo di un Pulcinella che sa incarnare tutta la filosofia di Gilliam,e non manca incursione con il riferimento opportuno a Pinocchio. Straordinaria e visionaria la sequenza nella nursery dove un nugolo di bebè,protagonista compreso,entrano nella vita avvolti dentro giganteschi gusci d’uova.

Boris Sollazzo
Boris Sollazzo
L’idea di un nuovo abito regale per la Napoletanità ci sta tutto. La distrazione verso Terry Gilliam non possiamo accettarla,mentre al contrario gli spazi mediatici sono pieni di enfasi per prodotti di signori nessuno,la cui presenza è spesso estranea al buon cinema. Il regista trascorre molto tempo in Italia dove ha integrato perfettamente la sua eclettica personalità con l’archetipo e l’indole locale. Il suo viaggio nella Napoli tradizionale porta queste sembianze,paradossalmente il risultato finale può ritenersi meritevole di maggior italianità rispetto a tanti detentori dell’origine indigena controllata ma il difetto irreversibile,almeno per una logica diffusa,sta che Gilliam a differenza di tanti uomini di cinema non è frequentatore dei corridoi e delle stanze dei bottoni. Quando uscì in qualche schermo il cortometraggio,prodotto da un marchio di pasta,disse. ”Il mio rapporto con Napoli è quasi sensuale,la prima volta che l’ho visitata mi sembrava di essere dentro un vulcano,sentivo la sua potente energia. È una città pericolosa e folle ma anche libera e magica,come Pulcinella.”  Fra i pochi che diedero giusta visibilità al lavoro,il quotidiano L’Unità scriveva.” L’ex Monty Python ha il tocco magico: ci svela un mondo dove l’incanto e il caos convivono,e dove c’è spazio anche per i sogni. Eppure la distonia con il suo lavoro veniva incrementata con leggerezza disarmante. Da una parte il pubblico che aveva visto in sala o nel web The Wholly Family incalzava giudizi di questo tipo. “Anche il regista più esperto può cadere nella trappola della retorica quando una storia ruota attorno a Napoli ” oppure faceva eco sparando improbabili pallottole ,” Esce fuori un pasticcio incredibile con scene assurde”. Tra gli’opinionisti professionali,Boris Sollazzo apparve quasi impermalito nell’accento acre della sua analisi. ”The Wholly Family si avvale di una certa sciatteria registica e di scrittura a cui il cineasta si è lasciato andare ”. In definitiva si è materializzata ancora una strana gelosia e insofferenza che di solito si esplicita quando l’autore estero rivede e rielabora con la propria esperienza le cose italiane. Troppo spesso siamo stati testimoni di questo atteggiamento culturale negli ultimi anni che per fortuna,nel caso specifico,è rimasto isolato dal totale appezzamento europeo.