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OTTOBRE 2019
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Il meglio e il peggio del mese
LOCKE di Steven Knight
Sceneggiatura di Steven Knight

Con Tom Hardy,Ruth Wilson(Voce),Olivia Colman(Voce),Andrew Scott(Voce)

Ivan Locke a dispetto del cognome che porta non si può certo definire un uomo bloccato anzi per particolare attinenza con il dinamismo e la praticità sta facendo una carriera niente male nel mondo edilizio. Conosce nei dettagli le procedure e il calcolo del giusto materiale per le colate di cemento,virtù che in qualità di capocantiere nella costruzione di un’immensa tower da primato europeo lo pongono in una fase di assoluta e carismatica posizione nell’azienda. Quella notte invece sta succedendo qualcosa di imprevisto,uno scricchiolio inatteso dal sapore limitante fa in modo che debba trovare rimedio urgentemente per evitare problemi di coscienza. La corsa è contro il tempo,lo stesso che scorre in simultanea con quello dello spettatore seduto in sala. Prende l’autostrada e nel mezzo provvisto di mappe e telefono ci sono tutti gli strumenti per dirigere al volo le modalità spericolate di questo nuovo,personale ingorgo. Da una parte l’ansia per raggiungere,aiutare il difficile parto della donna dalla quale sta per avere un figlio. Dall’altra comunicare che,visto il problema,l’inizio del cantiere all’alba si farà senza di lui con il prezzo salato del licenziamento,ma in mezzo c’è un ostacolo assai più tosto da affrontare senza ipocrisia. I figli e la moglie l’aspettano a cena,un messaggio di ritardo vale la correttezza però sarebbe nullo senza confessare a lei la dura,sicuramente atroce verità. Egli implora che quello è stato l’effetto di un unico incontro,la risposta della signora non permette repliche considerando il valore del tradimento tra mai e una sola volta sulla stessa differenza che divide bene e male. Sono molti gli enigmi etici che nascono dai colori artificiali e suggestivi di questo splendido tunnel notturno dove le forme si fondono con rumori,suoni e incastrano facendo avvertire una spazialità interiorizzata. La notte sovrintende il viaggio di quest’uomo apparentemente granitico che all’improvviso deve sciogliere i nodi di un’esistenza al limite dello sconquasso. Il film miscela le varie,incalzanti situazioni che insorgono,aggiornano,deflagrando nell’abitacolo dell’auto assunto a microcosmo rappresentativo dell’uomo. Sono le voci che esplicano il valore significativo delle emozioni,battono il ritmo molto più di classiche presenze,fanno valutare il contrappunto e la sospensione di un’angosciante momento. Costruito con primi piani e nel soffuso incedere del panorama fuori dal finestrino offre riflessi,movimenti verso l’interno come fossero onde variabili degli stati d’animo. Mostra il dilemma e il desiderio del protagonista intento a dare una sterzata razionale all’accaduto. La possibilità di articolare un’azione dinamica gli viene offerta da tutti gli strumenti di comunicazione a bordo,attraverso i quali entrano in gioco personaggi mai come in questo caso definiti da essenza che modulano,intersecano con Ivan il racconto,vivono insieme la sua caduta e le paure prospettiche innalzate a piena della storia. Film fatto da un solo attore gioca magistralmente con elementi non visibili attuando un profondo respiro allegorico,rivela uno sperimentalismo senza remore che sa tradursi in grande cinema espressivo e va premiato senza esitazioni. Ricorda per alcuni capi la stessa forza che aveva un altro film con unico interprete,Buried – Sepolto di Rodrigo Cortés.