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MAGGIO 2021
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Il Meglio e il Peggio del mese
IL SACRO MALE di Evan Spiliotopoulos
Sceneggiatura di Evan Spiliotopoulos

Con Cricket Brown,Jeffrey Dean Morgan,William Sadler,Cary Elwes

Nel muovere i primi capitoli la storia pone in risalto una frase che dovrebbe indicare agli spettatori la lastricata via inseguita dalla pellicola. E’ l’affermazione di un sacerdote che seguendo un passo Luterano scuote arditamente la tradizionale prassi Cattolica. Una figurazione fuori da schemi liturgici accolti,complicati, eppure sembrerebbe che quando si erige una Chiesa il demonio le piazza sempre accanto una piccola capanna. Questo appare subito per le autorità ecclesiastiche locali un dubbio di disorientamento che insinua domande preoccupate a fronte di eventi dalla natura apparentemente prodigiosa e cristallina. Cosa si smuove attorno di talmente nevralgico e soprattutto quali fatti stanno scuotendo le abitudini tranquille di una cittadina? Nelle vicinanze di un bosco viene trovata una giovane priva di sensi sordomuta e piuttosto malconcia. L’adolescente dopo un breve ambientamento riacquista udito e parola tuttavia ciò che fa stupore sono le sue rivelazioni. Asserisce di aver avuto visioni di Maria,la quale le avrebbe ridonato la sensorialità perduta e per devozione lei aiuterà a guarire altre persone. Saranno in molti a ricevere il suo aiuto e gli avvenimenti miracolosi diventano un fattore mediatico di grosse proporzioni. Il dibattito interno alla Chiesa si fa pressante tra chi vedrebbe brillanti espansioni nella costruzione di un santuario tipo Lourdes e chi al contrario s’infiamma con segni di cautela. Le circostanze invero non sembrano accerchiate da potenziali ombre,l’eco dei prodigi è forte perché le guarigioni sono effettive e documentate da verifiche di scienza. Come possiamo non fidarci di una ragazza dal carattere ingenuo e innocente con quel faccino da parrocchiana perbene cui tutti vorrebbero offrire ospitalità nonostante il prete la isoli con estrema prudenza? Un giornalista in cerca di qualcosa di inusuale sembra aver trovato la dritta efficace quando emerge un episodio oscuro verificatosi alla metà dell’ottocento. Costui sembra uscito per approssimazione dalla penna di Stephen King,è uno spregiudicato che pur di far carriera ha sempre spinto oltre morale e deontologia ma possiede sicuramente l’estro della scoperta. Nel posto dove fu rinvenuta la ragazzina avvenne la barbara esecuzione di una donna accusata di stregoneria,la sua entità non ha pace e ha giurato vendetta al di là del tempo. Coloro che non amavano le certezze codificate cominciano a subire intromissioni extrafisiche spaventose e la fanciulla taumaturgica (Alice) inizia a vedere il suo paese delle meraviglie imbrattato dai colori delle tenebre. Il film trova collocazione in un genere horror che non riesce a contestualizzare del tutto se non per qualche fuoco d’artificio da produzione low cost. Non c’è studio del mistero e delle derivazioni esoteriche,rimane comunque influenzato da tematiche che il libro scritto da James Herbert mette in rilievo come gli effetti della religione sulle masse,la possessione demoniaca,i fenomeni estatici. Sembra prediligere un’architettura da thriller dove le psicologie,peraltro poco articolate,avrebbero dovuto esaltare il contraltare più consono alle manifestazioni in atto. Soprattutto l’ambiguità quale occasione trainante e centro di gravità del racconto cinematografico doveva trovare uno sviluppo meglio orchestrato in una storia sospesa fra bene e male dove la rilevanza delle gradazioni sarà sempre misura fondamentale. Si limita a formulare un livello standard di spolverata moralista,per certo non spunta dalla chiara esposizione di concetti etici ma dal più riduttivo dei metodi espressivi che pretende di far morale buona ad ogni uso.