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Il proiettore grande  protagonista in sala
Il proiettore grande protagonista in sala
Vedere un film al cinema rappresenta ancora una scelta di campo ampiamente deliberata in un territorio di libertà. Sceglierlo è pur sempre un gesto rituale che marca stretto la nostra conformazione culturale rimodellando e riconsiderando ad ogni preferenza il desiderio di scoperta insito nei nostri  più reconditi arcipelaghi. Non vogliamo per tutto ciò manifestare un eccesso di superiorità del media,né tantomeno favorire un ruolo di casta ad esso che,di questi tempi,sappiamo quanto la parola susciti e dimostri vibrante disapprovazione. Ci sembra giusto in certi momenti verificare opportune distonie e malfunzionamenti del sistema che potrebbero pregiudicarne e danneggiarne l’impronta  libera davvero unica. In tempi di sinergie l’abbraccio con i signori della televisioni mette in scena un approccio metodologico che sovrintende e realizza scenari di marketing su misura del piccolo schermo tali da riporre in secondo piano il buon senso. La pubblicità e i suoi spot stanno diventando strategici anche per il mercato delle sale seppur in presenza del pagamento di un biglietto sempre più caro che sta raggiungendo le vette d’Europa. Naturalmente è d’obbligo concedere spazio per gli investitori,che sperano di trovare la medesima concentrazione dello spettatore di quando ammira un’opera di Scorsese o Wenders.

'Enter The Void' durata ridotta in Italia
'Enter The Void' durata ridotta in Italia
Il rimedio che qualche genio dell’arte di arrangiarsi avrà sicuramente brevettato consiste nell’aumentare la velocità di proiezione. Sembra niente ma in un film di quasi due ore si guadagnano quattro - cinque minuti di durata più corta che moltiplicati per il numero degli spettacoli recuperano spazio da dedicare ai clienti pubblicitari. Non stiamo diffondendo una leggenda metropolitana dal momento che interpellato in merito dalla Stampa il direttore di Medusa,la distribuzione più grande attiva anche nel segmento dei multiplex,è sembrato uno chef conoscitore della ricetta. Il problema si ingigantisce con l’accelerata e interessata digitalizzazione dei cinema. Non molti sanno che le trasmissioni di film in tv presentano la stessa analogia tecnologica che velocizza,difatti durano meno della proiezione al cinema. Nel riversamento da una pellicola (quasi tutti i film continuano ad essere girati così) in un supporto televisivo si verifica lo stesso scarto di cui parliamo sopra. Il proiettore 35 mm per sua natura va a 24 fotogrammi al secondo mentre la riproduzione televisiva considera un avanzamento a 25,stessa modalità di scanning la ritroveremo anche quando si supporta un film in hard disk per proiezioni digitali. In questo modo non ci sarà nemmeno più tanto bisogno di taroccare le macchine. L’ultima indignazione di quest’anno esordiente vogliamo concederla per un film che non è stato velocizzato ma molto più mestamente tagliato. Si pensava non si facesse più così ma nell’Italia cinematografica che sta indietreggiando al pari di altre discipline si torna a parlare di storie mutilate. Da oltre un mese gira con poche copie un bel film,Enter The Void produzione francese diretta dall’argentino Gaspar Noé,storia che ingaggia espressività e talento nel vigore psichedelico scaturito da una riflessione filosofica della vita. Se confrontata con l’edizione vista in Francia,quella nostrana perde quasi un quarto d’ora. Si resta perplessi considerando che il film ha già un divieto ai minori. Accanimento di censura ministeriale o consenziente ed univoca approvazione del distributore italiano ? Nel dubbio delle responsabilità resta la certa quanto appariscente prova di un sistema insensato che fa le prove di medioevo prossimo venturo.
Franco Ferri