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Bill Nighy: Intervista col vampiro
Presente alla Berlinale 2019 l’attore racconta il sodalizio con Lone Scherfig
Tra ironia e impegno ricorda le interpretazioni che lo hanno reso celebre

A cura di Franco Ferri

Bill Nighy e Lone Scherfig
Bill Nighy e Lone Scherfig
L’abbiamo visto qualche mese fa nella Casa dei Libri di Isabel Coixet, L’aplomb austero di Bill Nighy che sa mettere in soggezione è stato in buona parte recepito dal cinema come caratteristica dell’uomo deciso. Ricorderemo il ruolo di severo padre in,I Love Radio Rock,dove tra colonna sonora epocale e litigi familiari tentava di riportare all’ordine il figlio tentato dalla missione DJ nelle prime radio libere della storia. Un’indole che del resto gli conferisce il disegno di una sicurezza avvolgente quando deve tenere equilibrio in situazioni complicate (Love Actually). Diviso tra lavori indipendenti e megaproduzioni hollywoodiane riesce a destreggiarsi con dimestichezza sulle strade di un successo ormai consolidato. Il suo volto dai lineamenti duri pare uscire da quei ritratti di aristocratici del settecento che sicuramente sono stati d’ispirazione subliminale quando si è trattato di sceglierlo nella parte di Viktor in Underworld. Insieme all’iconografico David Jones dei Pirati dei Caraibi sono personaggi che lo hanno reso celebre presso il grande pubblico. A distanza di anni ama scherzarci sopra con ironia su queste interpretazioni ma in parallelo è uomo di forte impegno che lo porta a condividere molti aspetti perlopiù controcorrente della società attuale. La sua ultima interpretazione nel film,The Kindness of Strangers,ha aperto la Berlinale 2019,ripropone il rapporto artistico con la regista Lone Scherfig. Incontrandolo racconta questo rinnovato legame che si amplia a utile dialogo per comprendere le duttili capacità dell’attore nell’offrire una personale forma di cinema.

Il rinnovato sodalizio con Lone Scherfig dopo Their Finest è conferma di reciproca fiducia?
Ho accettato con entusiasmo di far parte del cast in The Kindness of Strangers,perché l’esperienza in quel film è stata unica e particolare.

Vogliamo ricordare qualcosa di Their Finest, pellicola interessante che non è mai uscita nei cinema italiani?
E’ una storia di completo amore per il cinema. Gemma Arterton fa una segretaria costretta dagli eventi a scrivere film di propaganda durante la guerra,quando gli uomini erano chiamati alle armi o morivano sotto le macerie dei bombardamenti. Io interpreto un egocentrico attore che giunto alla fine di una lunga carriera deve dare lezioni all’inesperta giovane per farle capire fino in fondo cosa può essere il cinema e la sceneggiatura di un film. Era un periodo molto drammatico per l’Inghilterra che coincise con la battaglia di Dunkirk.

Bill Nighy è Viktor (Underworld)
Bill Nighy è Viktor (Underworld)
Come ti sei calato in questo personaggio un po’snob che dovrà cambiare molto di sé stesso?

Sono contento che Lone cercando qualcuno per interpretare uno dal carattere un po’ presuntuoso abbia scelto me. Nel ruolo ho scelto un punto di vista che non fosse quello di un attore alle prese con l’ennesima recita del suo lavoro. Ho preferito mettermi nei panni di un uomo costretto dagli eventi a dover recitare,facendo emergere molte debolezze che cambiano prospettiva e logica.

Quali sono le caratteristiche di Lone Scherfig nel dirigere una storia ?
Avendo apprezzato molto la sua sceneggiatura,brillante e divertente,che sa trasmettere anche il senso di parità delle donne,mi aveva messo già così a completo agio. Il resto diviene accordo nella misura da lei desiderata e con la determinazione che possiede per affrontare un personaggio molto sfaccettato.

Il feeling con una storia nasce sempre in fase si sceneggiatura ?
In genere l’impegno che viene dalle sceneggiature voglio eseguirlo al massimo. Cerco di soddisfare ripetendo il dialogo che è scritto nel copione senza traumi o voglia di cambiare. C’é stato un periodo in cui discutevo molto su tali punti,poi ho superato quella fase per sopraggiunta saggezza. E’ del tutto passato il desiderio di contestare,cambiare cose scritte da altri.

Continuano ad inseguirti personaggi come Viktor il vampiro e David Jones?
Sono perseguitato nei sogni da tutti quei caratteri ! C’è stato un momento nella mia vita in cui pensavo e immaginavo d’interpretare solo figure di un’altra dimensione. Lavoravo sempre con pantaloni larghi e sdruciti e m’immedesimavo su come diventare l’uomo polipo. Quando ho fatto quel personaggio (David Jones, Pirati dei Caraibi ndr.),è anche stato uno dei pochi che poi ho rivisto sullo schermo. Nei film della serie,Underworld è stato divertente,mi è piaciuto mettermi nei panni del vampiro Viktor,per questo amo bere il sangue e spero di berne molto ancora !

Quali aspetti ti sono rimasti impressi tra i film che hai interpretato?
In Pride ci sono due temi legati ad avvenimenti che rammento con cuore. Lo sciopero dei minatori del 1985 che venne completamente stravolto dai media nel suo vero significato e il movimento di liberazione gay.

L’attore impegnato è istintivamente legato alla propria formazione culturale?
Se c’è qualcosa di cui posso andare fiero nella mia vita sono i movimenti per i diritti civili negli Stati Uniti e il riconoscimento dello status di tutti gay. Quando ero giovane se un omosessuale mostrava liberamente i propri sentimenti poteva finire subito in prigione mentre adesso posso girare per Londra e vedere gay che si amano. Ora si celebrano matrimoni tra individui dello stesso sesso senza più restrizioni di legge,e tutto mi rende felice.

 

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