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OTTOBRE 2019
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Il meglio e il peggio del mese
HOTEL ARTEMIS di Drew Pearce
Sceneggiatura di Drew Pearce

Con Jodie Foster,Sterling K. Brown,Sofia Boutella,Jeff Goldblum

Che ci fa un’anziana infermiera rinchiusa come una dannata in un vecchio hotel art decò di Los Angeles,dismesso con tutti i ricordi di un passato glorioso,mentre sulle strade la gente combatte per cambiare il presente sempre più ricco di povertà e arroganza? Il film forse racconta un futuro in gestazione,siamo nel 2028 ma quell’anno che verrà ha portato in dote dalle stagioni precedenti tante radici di avidità ormai divenute foresta. Così il popolo della città un tempo fondata dagli angeli ha smesso di sentire il calore sicuro che scaldava la terra anche d’inverno,ora non s’inginocchia più per la preghiera al sole nascente. Strade piene di violenza e rivolta che non danno scampo alla dolcezza dei miti,ma all’Artemis vive una donna dal cuore antico,una samaritana volontaria al cospetto di belve e predatori. Il suo tepore caratteriale per il vero non s’addice alla santità ma dentro l’hotel storico che una volta vedeva volti e passi dell’alta società,ha realizzato una clinica segreta. L’ospedale ipertecnologico per criminali feriti,dove adepti selezionati con tanto di microchip inserito nel corpo quanto fuggiaschi nel mondo reale possono avere cure riservate e discrete per i loro acciacchi da arma da fuoco. Le regole e la ferrea agibilità delle norme sono fondamentali per avere certi servizi medici,eppure all’interno delle stanze e delle suite si respira un clima differente rispetto all’esterno infernale. Tra suturazioni miracolose con tecniche d’avanguardia (viste almeno oggi) e interventi chirurgici robotizzati,la risoluta signora non tradisce la propria indole di umanità ospitando personaggi sui generis che rendono al vecchio albergo un’aria controcorrente senz’altro accettabile. Chiederanno ospitalità e soccorso degli strani individui che approfittando delle sommosse in città hanno tentato con scarso successo una rapina nel ricchissimo caveau di una banca. Risoluti quanto idealisti cercavano il colpo della vita aspirando una rivalsa da lotta di classe per riprendersi un po’ di malloppo sottratto alla gente dal dispotismo finanziario. L’ingresso all’hotel non sarà soltanto il ricovero dettato dall’urgenza,li attende l’apertura di porte soltanto pochi attimi prima nemmeno immaginate. La curiosità istintiva che suscita la vicenda fin dai primi minuti pone il film in una particolare luce di gradimento. Verrà ripartita in rivoli di collegamenti a tratti sorprendenti che la spingono ad indicarci svariati modelli cinematografici evitando eccessi di stilismo. Si evidenzia la connotazione di pensiero che ha volontà di mescolare forme sceniche,musicali di varie epoche facendole attraversare dalle parti più vivide e impercettibili regolate da affetti,tensioni individuali,rappresentabili nella fase corrente ma ancorate con forza al divenire. C’è il fascino del passato intrecciato nel presente,la cupa anima contemporanea specchiata sul prossimo futuro e l’indistinguibile fugacità del tempo quando la resa dei conti dovrà avere effetti per nulla malevoli sulle relazioni. Tra i corridoi dell’Hotel Artemis c’è un labirinto di immaginario composto da ingredienti plastici dove corre una storia da action movie,uno spot di tecnica tridimensionale,tutti inseriti in un orizzonte ormai vicino e distopico. Fantasy di prossima cronaca? Del resto le violenze che oggi l’America comincia a vedere sempre più frequentemente esploderanno in quel calendario voluto dalla pellicola,inzuppandosi di iperrealismo,divenendo il tasto sociale scelto dalla sceneggiatura. Il carisma di ogni personaggio è diverso introducendo un’atmosfera calda,di ambiente trasognato e deciso che nell’alveo protettivo della clinica hotel sa molto di charme rock. Non mancano echi tradotti dai comics per quel sapore noir dove le situazioni vanno ad assumere simbolicamente nei protagonisti il risvolto della missione. Niente male per un regista all’esordio nel cinema che dimostra di provare le capacità anche con la scrittura usando dialoghi sapidi,argutamente tonici,mentre divampa intorno il cinismo. Un hotel di tale diversità narrativa e analogo spirito significante era assente dalla Los Angeles in pellicola fin da quando Wim Wenders raccontò,The Million Dollar Hotel,albergo alternativo e cementato dal valore umano di esserci dentro. Anche questa potrebbe essere una reminiscenza cinefila di non poco conto che ha aiutato l’inventiva dell’Artemis.