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AGOSTO 2019
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Il meglio e il peggio del mese
DOMINO di Brian De Palma
Sceneggiatura di Petter Skavlan

Con Nikolaj Coster-Waldau,Guy Pearce,Carice van Houten,Søren Malling

In una personalissima idea di cinema che ha guidato Brian De Palma,attraverso lo studio meticoloso dei grandi autori di film,sono nate opere dai temi suggestivi altrettanto degne di entrare nella classicità. Per tale attitudine venne avvicinato per indole e talento al disegno similare architettato in taluni plot di Hitchcock,cui va accostato soprattutto per la fine rappresentazione delle tensioni e dei dispositivi d’intreccio come fossero un’ascesa colta verso gli archetipi di una storia. Dobbiamo considerare che proprio per questo aspetto viene annoverato tra i migliori discepoli del maestro inglese perseverando ragioni di stile cinematografico perfettamente agibili in ogni epoca. Così il racconto odierno prende le forme del suo regista per spiccata direzione d’autore riuscendo a ridisegnare una sceneggiatura dai capitoli e dal cerchio di azione apparentemente distanti dalla filmografia che lo rese di culto. Le redini del comando voluto da De Palma si vedono,alla fine non ci saranno conflitti di ruolo o divergenze linguistiche tra scrittura e regia,anzi il thriller presenterà compulsive fasi attualizzanti consegnando un lungimirante,polemico pamphlet sulle strategie geopolitiche e terroristiche in atto. Ha saputo trasformare una vicenda che in mano altrui poteva prendere binari stereotipati. Porta in rilievo i meccanismi dei rapporti umani nel momento in cui s’incrociano con gli inconvenienti del quotidiano,quelli dotati di casualità fatale che possono rivoltare una vita costringendo a fare cose impensabili. Nell’invitante ascendenza hitchcockiana troviamo Christian,poliziotto di Copenaghen,che amerebbe da uomo tranquillo un lavoro di routine e gioiose,espansive relazioni tra amicizie e amore,ma l’attento indirizzo di Brian De Palma gli accolla un ruolo temibile quanto affascinante ovvero essere un po’ il James Stewart della situazione. Si trova d’improvviso innanzi a qualcosa d’impensabile che lo farà entrare in un parallelo lontano dai propri confini consueti,pur per motivi professionali ed etici dovendo andare fino in fondo a una missione assai diramata e saldata con gli enigmi del presente. Quando va in servizio come tante altre notti per la città incontra uno strano individuo che sembra lievemente ferito all’interno di un condominio. Durante la richiesta di chiarimenti l’uomo ferisce gravemente il collega di Christian. Rimasto solo si muoverà invano sui tetti ad inseguire il sospettato in fuga. L’evento avrà ripercussioni e collegamenti veramente esplosivi. Il caso che coinvolge il poliziotto,di apparente criminalità comune,affonda congiunzioni pericolose tra uomini dei servizi segreti americani e affiliati all’Isis per creare a comando violenza terroristica in qualche parte del continente europeo. Assume i contorni di un domino le cui tessere divengono tasselli che danno fisionomia iperattiva e pensante a una ricerca quanto mai coraggiosa,ambigua,aleatoria,ma circondata di forsennata esigenza verso la verità. Le angosce dei personaggi integrano paure private alla prospettica collettiva del panico quale avvolgente induzione ricattatoria,metabolizzando tonalità velate e interiorizzanti che il commento musicale di Pino Donaggio riconduce sui canoni adesso un po’ offuscati della colonna sonora in stile classico. Nonostante un gran varietà di intrecci e motivazioni dal taglio liberal l’ultima parte del film pare assottigliarsi velocemente verso un epilogo un po’accomodante e prevedibile,ma è certo che De Palma dentro la pellicola in ogni caso lascerà una traccia personale solcata da rabbia indipendente difficilmente omologabile e gestibile tra le maglie delle solite mega produzioni.