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2016/17: Trionfa Disney, Italiani alla deriva
La stagione appena conclusa fa emergere ben quattro titoli del celebre brand
Cinema italiano fuori dalla Top, Media e crisi dal box office lezione di verità

La lettura,il confronto degli incassi e delle presenze al cinema possono sembrare un rito puramente statistico. Se osservati con predisposta attenzione hanno capacità di rivelare la consistenza dei flussi, tendenzialmente prossimi a decodifiche meno fredde molto congeniali a scoprire specifici gusti cinematografici,più in generale a fotografare le variabili dei fenomeni sociologici in un determinato periodo. La stagione 2016/17 compresa tra l’agosto di un anno fa e il luglio appena trascorso,che riassumeremo nei dati relativi ai primi dieci film,(quadro a lato) ha visto il dominio del marchio Disney con ben quattro titoli. Vince La Bella e La Bestia (€ 20.491.189) seguito dal cartoon,Alla Ricerca di Dory (€ 15.172.116) ma più degli interi ammontare parlano chiaro i numeri della biglietteria che assegnano al primatista live action 3.214.680 biglietti venduti e 2.406.517 corrispondenti al film d’animazione. I numeri del trionfo proseguono con l’apoteosi natalizia del medesimo brand,Oceania (€ 14.333.326) e dell’estivo blockbuster,Pirati dei Caraibi – La Vendetta di Salazar che ha guadagnato il 9° posto alla luce di € 12.404.872. Film italiani in forte regresso,anzi stanno andando in netta deriva lontani dalla top 10,solo Ficarra & Picone con L’Ora Legale e Alessandro Siani,Mister Felicità,fissano intorno a € 10.300.000 limitando i danni,ma è autentico disastro per tutti gli altri che sentono come non mai il distacco del pubblico. Troppe pellicole vengono prodotte per un mercato non più disposto ad assorbire storie mediocri e spettatori,ormai definibili nel solo target anziano,che non garantiscono lo zoccolo duro di un tempo. L’anno trascorso due film,Quo Vado? e Perfetti Sconosciuti,coprivano in un certo senso le tante idiosincrasie del cinema domestico però di stagione in stagione si vanno riducendo ineluttabilmente gli alibi. La passata se la riassumiamo nei dieci più visti vide un totale di 32 milioni di spettatori mentre quella che é terminata a luglio 2017 fissava a 22 milioni il risultato delle presenze. Come possiamo notare questo è un regresso macroscopico che pone svariati interrogativi,anche se per il vero nel 2016 il giudizio di fondo fu dopato grazie all’eccezionale performance del film di Zalone in completa antitesi con il trend di visione in sala degli italiani. Se per gioco facessimo la tara di quell’andamento,togliendo i 9 milioni di spettatori di Quo Vado?,avremmo comunque un disavanzo negativo nel confronto tra annate che non sposta di un millimetro la diagnosi sul delicato momento. Sono evidenti sintomi cronici che lasciano intravedere ancora lontana una ripresa sostenuta dello spettacolo cinematografico. Guardando le cifre dei film maggiormente gettonati notiamo come queste siano molto più basse in termini omogenei di spettatori rispetto a paesi dell’Europa simili all’Italia per numero di popolazione. Potrebbe essere un elemento importante da valutare in relazione alla fenomenologia della crisi economica. Il box office del cinema in quanto catalizzatore di una spesa,quella del tempo libero,soffre certamente più di altri settori contenuti nella fascia dei bisogni primari. Sicuramente indica con i numeri di incassi e presenze un valore concreto dell’economia reale,quindi può a buon diritto esercitare il ruolo di uno specchio che rilancia l’immagine di veritieri effetti ad orientamento complessivo. Al momento sembrerebbero prevalere segnali piuttosto statici che non indirizzano all’ottimismo. Tutto questo mentre un’attenta regia mediatica induce informazione e stampa mainstream a richiami virtuali sulla ripresa,notizie di tono fiducioso,di fatto vorrebbero mettere alle spalle in un attimo gli anni di crisi profonda che abbiamo vissuto. Il cinema però,pure in questo frangente circostanziato,dimostra spirito votato alla verità autentica che non sa tradire e mentire.