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OTTOBRE 2019
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Il meglio e il peggio del mese
THE TOURIST di Florian Henckel Von Donnersmarck
Sceneggiatura di Julian Fellowes,Christopher McQuarrie,Jérôme Salle

Con Johnny Depp,Angelina Jolie, Paul Bettany,Rufus Sewell,Timothy Dalton

Florian Henckel Von Donnersmarck con il suo Le vite degli altri venne considerato dalla critica meno prospettica un autore politico che dispose la coscienza testamentaria del regime della Germania orientale nei suoi atti invasivi e di onnipresente manipolazione degli individui. In realtà quel film non era un viaggio retrospettivo nei confronti di un passato già sepolto ma illustrava con una sapiente ricerca stilistica l’emersione di un patrimonio di intime emozioni che trascendevano il particolare,ricavato certamente da una vicenda acre e localizzata,ma perfettamente adagiato in un disegno che metteva in luce l’universalità lirica di passioni,sentimenti mai soffocati da angoscia e sofferenza. The Tourist va a considerare una medesima traccia nella quale il genere proposto,la spy story o forse più appropriatamente il thriller,è un abito adatto a suggellare squarci impressivi rilasciati da affetti impossibili quanto avvolgenti. Un utilizzo meditato nella sceneggiatura porta a considerare il raggiungimento di finalità che liberano suggestioni dal sapore letterario intessute in una raffigurazione archetipa. Il regista bavarese gioca con le spie,incastra puzzle,estrae doppie verità in una trama non troppo elaborata ma giusta nel saper reggere la complessità,il fuoco e l’ambiguità dell’amore celato nelle pieghe dei ruoli rivestiti dai protagonisti. Al centro della storia sarà preminente il dinamismo di una raffinata narrazione,se da un lato la struttura prevede corse e durezze per il denaro dall’altra,in dissolvenza elegante,la scoppiettante partita delle passioni ci viene fornita in filologica fertile con sequenzialità mai in odore di sentimentalismo premeditato. La scintilla iniziale ci riporta a scelte Hitchcockiane proponendoci il modello caotico di improbabilità rivestito nel motivo di una casuale estraneità,antesignani all’inverso di dense risultanze esistenziali. Venezia con la sua location acquisisce un’atmosfera rielaborata da una forma che non ottempera la legge dei turisti per caso ma restituisce un‘energia ancora potente fuori da schemi già consumati. L’autore di scuola germanica ha rigenerato quello spirito praticamente con gli elementi caratteristici lagunari avvicinandoli ad un tocco romantico mitteleuropeo lievemente solcato da un pizzico di glamour moderno.