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Samantha, il sistema operativo più desiderato
Scarlett Johansson in Lei è la voce sensuale del creativo OS
Amore e tecnologia di pari passo oltre i confini della virtualità

Scarlett Johansson, voce originale di Samantha
Scarlett Johansson, voce originale di Samantha
Il nuovo film di Spike Jonze,Lei a prima vista potrebbe apparire come una storia radicata sul baratro dell’isolamento esistenziale,quando si chiede alla tecnologia l’ausilio dell’illusione per non scomparire. Non siamo per niente da quelle parti,anzi stiamo per oltrepassare una porta in verità concessa a pochi fortunati evoluti. La contestualità ivi narrata s’indirizza come metafora di un dialogo tra uomo ed entità di natura trascendente reso possibile dalla virtualità di un’avanzata tecnologia che realizza un’equazione reale. Qualcosa da non confondere con la tipicità di un format Sci- Fi,semmai prende auspicio dal modello digitale che offre spirito e spinta attuale per esprimere nuove sensazioni e ancestrali speranze. L’OS Samantha,ovvero il brevetto con voce femminile che soccorre e consiglia Theodore (Joaquin Phoenix),non è solo una perfetta sintesi di complessità matematiche a valenza superiore ma è un essere che ha dubbi su se stesso(a),si lascia coinvolgere emotivamente aspira come l’uomo ad una legittima volontà di libero arbitrio. Possiede straordinaria polivalenza nell’apprendere,nel conoscere l’altro attraverso una speciale forma di programmazione intuitiva che lo rende prossimo alla mente umana. Si configura alla stregua di una guida spirituale,la relazione con lui va verso una simbiosi strettamente intuitiva. In questa strada sa scovare gli invisibili sogni e desideri del suo nuovo amico,studia e consiglia input per renderlo competitivo,arriva dove altri girerebbero a vuoto. Contemporaneamente la sua intelligenza dimostra capacità evolutiva fuori da un disegno di asettica programmazione,interagendo con lui in versatile osmosi e capacità emotiva scoprirà la più grande creazione degli umani,l’amore. Sotto questo aspetto aggiungiamo che aver visto la versione originale con voce di Samantha e relative sfumature interpretate da Scarlett Johansson aiuta molto nell’interazione del film. Non perdete la proiezione in lingua,è un’esperienza unica. L’edizione italiana pur nel volonteroso doppiaggio di Micaela Ramazzotti,che i tecnici del suono hanno molto compresso per riprodurre certe tonalità tipiche di Scarlett,non aiuta tanto di più il senso percettivo insinuato tra fantasia e reale. La sequenza clou molto difficile,diversamente ad alta percentuale di improbabile convivenza con il vero,diviene straordinario veicolo di soffusa quanto potente sensualità. L’immaginazione porta al risalto di massima sorgente ispirativa permettendo innalzamento dell’esistenza del protagonista nella sfera del possibile. Tutto chiama in causa il fenomeno a volte di difficile collocazione,spesso spontaneo e provvidenziale,che chiamiamo evoluzione. L’ostacolo spesso arriva dal passato che per Samantha si colloca nella piattaforma di OS dalla quale fu programmata,qui risiede il suo trascorso dal quale desidera affrancarsi per nuovi progetti ed è in sintonia con la confusione di Theodore che appare timorato dall’effetto delle vecchie esperienze. La paura in egual misura e diversa reazione condiziona i sentimenti dei due personaggi. Per Samantha il desiderio di un corpo fisico sarebbe sogno ma allo stesso tempo difficoltà,perché l’ingombro di una fisicità procurerebbe blocco e difficoltà nell’evolversi così in fretta nel nostro mondo. Il superamento della materia per ogni OS intelligente è una prerogativa da ricondurre al loro stato originario restando affrancati da tempo e spazio come li conosciamo comunemente. Relazioni umane,sentimenti istintivi e amore si uniscono in ogni caso all’enorme capacità di essere plasmati per ogni dimensione. Tutto l’amore di Samantha per Theodore sarebbe incomprensibile se non ricondotto a questo stato,vicino al cuore,lontano nell’universo.
Franco Ferri
24 marzo 2014