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Il Titanic inaffondabile di Cameron
Torna sugli schermi il film che naviga oltre l’abisso del disaster movie
Il segreto del suo successo ? Una forza attiva trasforma il relitto in poesia

James Cameron
James Cameron
Era il 15 aprile 1912 e 1500 persone perirono,poco più di 700 furono i superstiti. Questa la tragica sintesi del celebre transatlantico che James Cameron portò sullo schermo nel dicembre del 1997. Oggi torna rivestito in 3D,ma è il centenario dell’evento a far rieditare nobilmente un film che ha avuto il dono dell’epica e forse per questo non poteva abitare nell’oblio del passato,riaccendendo quella vena trascendente e poetica così ricca di suggestioni da travalicare l’onda del tempo. L’enorme budget di produzione faceva temere alla vigilia dell’uscita la replica dell’abisso,questa volta finanziario,di una pellicola che gli analisti vedevano nefastamente incentrata sulla morte senza star e interpretata da un Leo Di Caprio e una Kate Winslet fino allora confinati nei dintorni del cinema d’essai. Il box office invece ci consegnò il film di maggior successo di tutti i tempi,per batterlo ci volle oltre dieci anni dopo un altro lavoro di Cameron (Avatar).La folla,riconoscibile in agglomerati di ogni età,faceva file oceaniche all’ingresso dei cinema materializzando in forma visiva l’irresistibile spinta rituale di una proiezione cinematografica che sapeva trasformarsi nella linfa di un desiderio collettivo assunto a bisogno dell’intimità. La forza attiva emanata dal film come poche volte accade è probabilmente il segreto del suo successo ancorato in un centro di gravità che ha saputo rendere vibrante la vicenda oltre le sequenze di un disaster movie ?

Il ritorno di 'Titanic'in 3D
Il ritorno di 'Titanic'in 3D
C’è un disegno che mette in avanti il punto di vista,un trattare la materia con il cesello da cinema d’autore abilitando l’espressione del pensiero nell’incontro con un’oggettività che va a forgiare energia evocativa quasi simile a quella della musica. La trovata della sceneggiatura,dopo una fase di forma documentaria nella quale il reale è il relitto,i suoi brandelli e oggetti testimoni tristi di una tragedia consegnata alla storia,fa immersione nell’enigma restituendo un’idea di vita alla caleidoscopica comunità del transatlantico. L’unione con la fiction aggancia e consolida un inusitato stile in cui la frammentaria notte di quella data si trasformerà in un’illuminante luce simbolica meta interpretativa di una verità altrettanto plausibile e convincente. Viene rinvenuto un dipinto all’interno della nave raffigurante una splendida ragazza nuda,la cui posa reca la data del giorno prima la tragedia. Offerto come scoop in TV,vi si riconosce e si presenta ai ricercatori un'anziana signora,presunta sopravvissuta e sedicente modella. Un’immagine che stupisce per la sorprendente curiosità, diffonde passione nel cuore di un’alchimia vitale connessa da astratti e irrazionali spicchi di nuova realtà suscitati dalla figura femminile come nei quadri di Picasso. La magia dell’amore lirico insieme drammatico di Jack e Rose fa scoprire con senso di appartenenza universale un sublimante vigore di sorgente poetica che trae origine nell’insondabile arcano del nostro essere e libera un tocco onirico di libertà creatosi dal caposaldo delle grandi narrazioni ovvero il melodramma sullo sfondo della tragedia. Il Titanic di James Cameron rimane emblema della lotta presente nel quotidiano di ognuno,ma sopratutto risplende come ideale metafora di uno scrigno giacente nel fondo della nostra anima dove rinchiudiamo segreti,gioie ed amarezze. Quel patrimonio profondo e misterioso,che spesso non sappiamo o non vogliamo decifrare,tornerà a galla in noi soltanto con uno sguardo amorevole diversamente resterà sepolto per sempre negli anfratti più reconditi.
Franco Ferri