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Cannes: Dura sentenza per il cinema italiano
Per il secondo anno consecutivo film italiani esclusi dalla selezione ufficiale
Un cinema nei peggiori anni della sua storia che ha perso carisma ovunque

Il segnale che proviene da Cannes 2017 non è un allarme qualunque ma per il secondo anno consecutivo nessun film italiano concorrerà per la prestigiosa Palma d’Oro. L’indifferenza che il più prestigioso festival del mondo riserva alle produzioni nazionali sta a significare la perdita di appeal ormai totale sul versante dell’opinione pubblica internazionale. Oggi a differenza di un passato già troppo lontano nessun uomo di cinema di questo paese appartiene al carismatico ruolo che fa risplendere ovunque l’eccellenza culturale della settima arte. Le storie raccontate in film non hanno magnetismo,non sono sferzanti,non catalizzano nuove tendenze,restano avvolte da infinita mediocrità. Non è mistero,per noi che andiamo a ripeterlo da svariate stagioni,come quelle stesse pellicole che vengono celebrate acriticamente in casa poi passano inosservate se non addirittura severamente criticate quando giungono all’estero. Così continuerà ancora sotto silenzio perché questi episodi salienti verranno di nuovo sottovalutati,minimizzati da una stampa asservita e prezzolata al sistema del cinema notoriamente contiguo alla casta come pure al trasversalismo della politica. Gli stessi che garantiscono al settore enorme quantità di finanziamenti e pubblico denaro per realizzare tanti film ben oltre il livello di un mercato non più sostenibile. In questo trend che preferisce la quantità alla qualità lavorano non soltanto i classici raccomandati ma tutta una serie di personaggi dal valore dubbio,autoreferenziale che si professano registi,autori,interpreti del cinema senza peraltro andare mai a vedere quello vero. Da alcuni mesi c’era in giro un sintomo che sta divenendo epidemico,ovvero anche il pubblico di casa sta perdendo la fiducia,dimostrando in questa stagione un evidente distacco dai film italiani come non era accaduto in precedenza tanto vistosamente. Il calderone del cinema italiano osservato dalle storie rappresentate sembra un mondo a parte molto distaccato dal resto del cinema internazionale per tutta una serie di motivi soprattutto culturali e di linguaggio stilistico. Manca il supporto della conoscenza specifica che sappia guardare con attenzione,modestia alle tendenze globali in atto e alle interdipendenze tematiche alla base di una giusta evoluzione. D’inverso è rinchiuso con desiderio cosciente nel cortile casalingo per eccesso di snobismo ignorante,per l'autarchica volontà di evitare paragoni imbarazzanti non volendo riconoscere che qui ancora si fanno format e storie in modo elementare,vecchio,obsoleto alla maniera di oltre mezzo secolo fa. Ancor più grave emerge l’assenza di un cinema indipendente,cuore pulsante delle cinematografie avanzate. In compenso si fanno molte commedie dove la realtà risulta di fatto inesistente e sembrano funzionali all’immagine polverosa di un cinema di regime. Manca il coraggio in pellicole dal sapore superficiale e qualunquista,queste vengono sempre tenute in vita e alimentate dal coro mediatico dei soliti pifferai che ritengono il pubblico acritico consumatore,non interlocutore e coscienza pensante. La vera sconfitta del cinema italiano che il festival di Cannes decodifica impietosamente era già da tempo nota,inquietante,negativa nel rapporto con gli spettatori domestici e di oltre confine,giudici imparziali nel saper mettere a confronto idee e differenze evitando pregiudizi,seguendo fattori qualitativi e d’impatto comunicativo,facendo valere i film per l’importanza delle storie soprattutto se innovative. Il denaro dei cittadini versato da urgenti decreti legge al fine di produrre cinema si sta dimostrando un boomerang dall’effetto devastante. Senza vera selezione artistica i nostri soldi servono solo alla casta che ringrazia,ma questo non è più ammissibile.
Franco Ferri
15 aprile 2017